WONCA 2022 – La medicina generale alla prova della Salute Planetaria

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Un approccio alla cura che tenga in considerazione anche l’impatto che il cambiamento climatico sta avendo sulla salute globale: è questo il concetto di Planetary Health, per la diffusione del quale la medicina territoriale gioca un ruolo centrale. Ne sono convinti gli organizzatori di WONCA 2022, il congresso della medicina generale che si sta svolgendo in questi giorni a Londra.

“La pratica clinica, la formazione e lo sviluppo professionale dei medici di famiglia sono oggi guidati dalla medicina basata sulle prove (EBM)” ha dichiarato Sietse Wieringa del Dipartimento di cure primarie ed educazione alla salute sostenibile dell’Università di Oslo, in apertura della sessione dedicata. “L’EBM è generalmente intesa come integrazione delle prove ottenute con la ricerca e dell’esperienza clinica, per andare incontro ai bisogni e alle preferenze dei singoli pazienti in uno specifico contesto. Questa è la definizione originale che ne diede David Sackett. A nostro avviso, il cambiamento climatico, la pandemia da Covid-19 e i 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per il 2030 impongono una revisione del modello EBM”.

Secondo gli esperti intervenuti, le decisioni sulla salute devono tenere in conto le conseguenze future e globali di ogni scelta. Il medico di famiglia dovrebbe cominciare a soppesare i benefici di una cura o del ricorso a una tecnologia anche alla luce dello spreco, dell’impronta di carbonio, dell’equità e della diversità. Un piccolo esempio pratico è stato illustrato da Syephen Holmes, medico di medicina generale del Regno Unito, che ha sviluppato un workshop interattivo per insegnare ai propri pazienti asmatici a utilizzare in modo corretto gli inalatori. “È stato dimostrato in letteratura che gli inalatori per la somministrazione di farmaci respiratori hanno un impatto ambientale improtante. Insegnare a ottimizzare il loro utilizzo ha portato a mitigare questa impronta ambientale, a ridurre i costi e lo spreco di inalatori e anche a migliorare gli esiti clinici del controllo di malattia”.

 

La chiave è la formazione precoce

Per ottenere un vero cambiamento, è necessario agire sull’educazione dei medici fin dalla fase pre-laurea. Un gruppo di formatori dell’Università di Oslo (Norvegia), Leiden (Olanda) e Oxford (Regno Unito) ha sviluppato un programma didattico basato su alcuni concetti chiave:

  • rafforzare la consapevolezza dell’interdipendenza tra salute, cura e ambiente;
  • formare i medici sul territorio ai comportamenti sostenibili;
  • comprendere la complessità delle scelte decisionali in medicina generale alla luce della integrazione con la Planetary Health;
  • impegnarsi per richiedere farmaci e tecnologie sostenibili.

Osin Brady Bates, dell’Istituto di Salute Pubblica del Trinity College di Dublino, ha infine illustrato i principi alla base del curriculum sviluppato dall’università irlandese. “Sfruttiamo una domanda che è presente tra i giovani studenti in formazione, molto attenti alle questioni ambientali e al tema delle diseguaglianze in salute. Di fatto, questa formazione risponde a un bisogno reale”.

Una revisione sistematica della letterattura pedagogica presentata da Brady Bates ha messo in evidenza diverse strategie, tra le quali l’integrazione del tema “salute globale” nei curricula dei singoli corsi piuttosto che la creazione di corsi separati sull’argomento che andrebbero ad affollare una formazione già complessa; l’utilizzo di pedagogie basate su problem solving, simulazioni e casi clinici; la creazione di un sostegno istituzionale a questo approccio con il reclutamento di figure di riferimento tra i professionisti senior.