WCLC 2019 – Sopravvivenza a 5 anni nell’NSCLC in stadio avanzato: aumento di oltre 4 volte con nivolumab rispetto a docetaxel


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Univadis
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Conclusioni

  • Nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC) trattato in precedenza, i tassi di sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) a 5 anni sono aumentati di oltre 4 volte dopo il trattamento con l’inibitore di PD-1 nivolumab rispetto a docetaxel.
  •  Non sono emersi nuovi segnali di sicurezza per nivolumab a lungo termine e il farmaco è rimasto ben tollerato.

Perché è importante

  • Storicamente, gli esiti in termini di sopravvivenza per l'NSCLC in stadio avanzato sono stati scarsi.
  • Gli esiti a 5 anni di CheckMate 017 e 057 rappresentano il follow-up di sopravvivenza più lungo per le sperimentazioni randomizzate di fase 3 di un inibitore del checkpoint immunitario in questa popolazione.  

Disegno dello studio

  • Le sperimentazioni di fase 3 randomizzate CheckMate 017 e CheckMate 057 hanno incluso rispettivamente pazienti con NSCLC avanzato squamoso e non squamoso precedentemente trattato.
  • Nell’analisi aggregata (CheckMate 017/057), sono stati inclusi 854 pazienti con stato di validità (performance status, PS) ECOG ≤ 1, in progressione durante o dopo chemioterapia di prima linea a base di platino.
  • I pazienti sono stati randomizzati a nivolumab 3 mg/kg q2w o a docetaxel 75 mg/m2 q3w fino a progressione o tossicità inaccettabile.
  • L’OS era l’endpoint primario per i due studi; ulteriori endpoint includevano sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS), tasso di risposta obiettiva (objective response rate, ORR), efficacia in base all’espressione di PD-L1 tumorale, sicurezza, esiti riferiti dai pazienti (patient-reported outcome, PRO).

Risultati principali

  • I benefici in termini di sopravvivenza erano ancora evidenti per nivolumab rispetto a docetaxel nell’analisi aggregata a lungo termine, con tassi di OS a 5 anni del 13,4% rispetto al 2,6% (HR: 0,68).
  • Il beneficio in termini di OS con nivolumab rispetto a docetaxel è stato osservato in sottogruppi di pazienti.
  • Il tasso di PFS aggregato a 5 anni era dell’8% con nivolumab e dello 0% con docetaxel.
  • La possibilità di restare liberi da progressione a 5 anni era del 60% e del 78% nei pazienti senza progressione a 2 e 3 anni, rispettivamente, dopo il trattamento con nivolumab.
  • L’ORR era del 19,7% per nivolumab e dell’11,2% per docetaxel.
  • A 5 anni, il 10% dei sopravvissuti al gruppo nivolumab aveva interrotto il farmaco dello studio, senza progressione e senza terapia successiva rispetto allo 0% nel gruppo docetaxel.
  • Non sono emerse evidenze di eventi avversi (EA) correlati al trattamento di grado 3-4 e non sono emersi nuovi segnali di sicurezza per nivolumab con un follow-up minimo di 5 anni.

Finanziamento

  • Bristol-Myers Squibb.

Il commento degli esperti

“È interessante notare che, dopo la chemioterapia a base di platino, nivolumab ha dimostrato benefici in termini di sopravvivenza in tutti i sottoinsiemi PD-L1, compresa la popolazione PD-L1-negativa (