Vita di specializzando - Lo spreco di umane risorse

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Stefano Orsenigo (specializzando in anestesia e rianimazione)

 

E così è scoppiato un nuovo conflitto, una nuova guerra, questa volta alle porte dell'Europa. Da quando è successo, i media non parlano (anche giustamente) di altro e i discorsi delle persone sono virati da un "ma tu quale vaccino hai fatto" a discorsi più o meno validi di geopolitica.

Recentemente è apparso inoltre su BMJ un articolo in cui si spiega come l'essere umano sia tutto sommato incapace di gestire quelle che vengono definite come "multicrisi". Riesce cioè a concentrarsi su un problema alla volta, anche se gli altri problemi sono impellenti. Nell'articolo si cita in particolare la pandemia da Covid-19, portando le prove del fatto che non sia ancora finita, così come anche l'emergenza climatica, più volte ripresa dalla rivista stessa (in un altro volume BMJ fa una chiamata "alle armi" di tutto il personale sanitario per contrastare la crisi climatica). Questi problemi sono ancora attivi e le poche strategie che abbiamo iniziato a mettere in atto per mitigarli non possono essere arrestate da un nuovo problema che devi l'attenzione mediatica, da una multicrisi.
In qualche modo diventa come nei film d'azione americani: una grande minaccia incombe su tutta l'umanità solo che, a differenza dei film, invece di unirci tutti in un estremo atto di coraggio e risollevare la situazione, ci "distraiamo" con altre questioni che assumono per qualche motivo un'urgenza che forse non hanno. Questa volta siamo arrivati addirittura all'atto più folle di tutti, e cioè la guerra tra noi stessi.
 
Ma non è solo una questione di attenzione mediatica. La guerra, probabilmente da quando esiste, sposta anche gli sforzi che l'umanità compie, verso di sè. Molti siti e articoli riportano i successi che la guerra ha portato allo sviluppo scientifico: l'energia nucleare insieme al progetto Manhattan, lo sviluppo di chemioterapici derivanti dalle nuove armi nella prima guerra mondiale eccetera.
Non ho trovato dei dati su quale sia però il vero impatto che la guerra ha sulla ricerca: i fondi vengono spostati, la collaborazione internazionale spesso si conclude (basti vedere quello che sta succedendo ora con la Russia, con cui moltissimi progetti di ricerca internazionali sono stati chiusi); insomma è facile immaginare che la guerra sia uno sforzo che rallenta le capacità di ricerca dell'umanità. 
La guerra è uno sforzo in cui l'umanità è impegnata in tutto il mondo (al momento oltre a quello tra Ucraina e Russia, sono attivi più di venti conflitti) e da tutta la sua storia.
Eppure quante imprese abbiamo portato a termine, nonostante gli impegni bellici! Riusciamo a pilotare un elicottero su Marte, a effettuare operazioni al cuore o al cervello praticando solo un minuscolo taglietto nella coscia, a mappare completamente il genoma di un virus e allestire un vaccino in tempo record. 
Quello che rimane impossibile immaginare è dove saremmo, cosa saremmo in grado davvero di fare, se non avessimo passato tutta la nostra vita a ucciderci l'un l'altro.
 
L'insieme di queste cose - l'incapacità di focalizzare l'attenzione su problemi enormi ed attuali, unita allo spreco di sforzi nelle guerra - è una questione che mi sconcerta e che sono convinto dovrebbe riguardare tutti, operatori sanitari in primo luogo.
L'umanità deve finalmente iniziare ad agire per il bene comune, di tutta l'umanità stessa, e abbandonare una volta per tutte la guerra, prima che sia la guerra ad avere la meglio una volta per tutte.
 
 
Per milioni di anni, l'umanità ha vissuto proprio come gli animali. Poi è successo qualcosa che ha scatenato il potere della nostra immaginazione. Abbiamo imparato a parlare e abbiamo imparato ad ascoltare. La parola ha permesso la comunicazione di idee, consentendo agli esseri umani di lavorare insieme per costruire l'impossibile. I più grandi successi dell'umanità sono avvenuti parlando e i suoi più grandi fallimenti non parlando. Non deve essere così. Le nostre più grandi speranze potrebbero diventare realtà in futuro. Con la tecnologia a nostra disposizione, le possibilità sono illimitate. Tutto quello che dobbiamo fare è assicurarci di continuare a parlare.
Stephen Hawking