Vita di specializzando - Il (nuovo) primo congresso

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Stefano Orsenigo (specializzando in Anestesia e rianimazione)

All'inizio della specialità mi ero iscritto a un paio di congressi, i primi non da studente. La pandemia ha ovviamente sconvolto anche quei piani e fino a questi giorni non è più stato possibile partecipare a congressi dal vivo. Certo, sono state molte (probabilmente mai così tante come in questi anni!) le opportunità di seguire persone da tutto il globo online, ma ovviamente, non è la stessa cosa che in presenza.
Quest'anno abbiamo finalmente ricominciato e lo SMART, uno dei più grossi congressi di Anestesia e Rianimazione in Italia, è stato finalmente "in presenza".
Il mio primo congresso da specializzando!

Avevo già partecipato alle scorse edizioni ma, appunto, sempre come studente.
L'esperienza è sicuramente molto diversa, a partire dal primo sguardo al programma: i titoli delle lecture sono più comprensibili, i nomi degli speakers sono spesso già noti. Insomma, si ha già un'idea di dove si vorrà andare a parare se si va ad ascoltare una determinata sessione.
Ma fin qui, nulla di eclatante.
Ciò che ho notato come particolarmente diverso è stata la nuova socialità. In fondo sono tre anni ormai che sono in specialità, ho girato un paio di ospedali diversi e ho conosciuto un buon numero di colleghi.
Oggi me li ritrovo tutti (o quasi) qui, e al di fuori dei momenti di convivialità attorno a un caffè, la loro presenza è assolutamente stimolante.
"Ti ricordi quel paziente? Aveva proprio la condizioni di cui sta parlando ora il Dott. Taldeitali!"
Insomma, da studente uscivi dalla sessione con le idee confuse e con nessuno con cui confrontarti. Ora ci si ritrova in piccoli gruppi di colleghi e amici, si discute di quanto sentito, ognuno ha le sue opinioni e la sua esperienza clinica. Un altro mondo!

Infine, c'è stata un'altra differenza rispetto alle precedenti edizioni. Allo SMART, tradizionalmente, partecipava sempre Gino Strada con una bella e molto partecipata sessione sulla medicina di guerra.
Quest'anno qualcuno degli oratori ha voluto comunque ricordare il fondatore di Emergency con una sua frase, riempiendo un pochino il vuoto lasciato dalla sua assenza.