Vista e udito di buona qualità possono allungare la vita

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Notizie dalla letteratura
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  • In una metanalisi che ha coinvolto oltre 1,2 milioni di persone, la presenza di perdita dell’udito o doppio perdita di vista e udito si associa a una maggiore mortalità per tutte le cause e per cause cardiovascolari.
  • È importante che i medici che seguono pazienti con tali deficit tengano conto di questa associazione e del suo impatto su salute e longevità.

I risultati di una metanalisi osservazionale condotta da un gruppo di ricercatori di Singapore mettono in luce la presenza di una associazione tra la perdita di udito e un eccesso di mortalità per tutte le cause e per cause cardiovascolari. E questo incremento di mortalità è ancora maggiore se alla perdita di udito si aggiungono anche problemi alla vista, ovvero in presenza di un doppio deficit sensoriale.

“Il 20% della popolazione mondiale è affetta da perdita di udito e questa percentuale è destinata a crescere con l’invecchiamento della popolazione” esordiscono gli autori, guidati da Benjamin Kye Jyn Tan, della Università di Singapore, primo nome dello studio pubblicato su JAMA Otolaryngol Head Neck Surgery. “Studi recenti hanno indicato la perdita di udito come possibile predittore indipendente di mortalità, date le sequele tipiche del disturbo, come fragilità, cadute, depressione, isolamento, decadimento cognitivo e solitudine” spiegano, ricordando che in molti casi la perdita di udito è concomitante a perdita della vista, un fattore di per sé associato alla mortalità.

Come spiegano Tan e colleghi, dato l’impatto già elevato e comunque in crescita di questi deficit sensoriali a livello globale, è importante chiarirne in dettaglio l’associazione con la mortalità, per poter definire le priorità di sanità pubblica e di cura dei pazienti. A questo scopo gli autori hanno portato a termine la revisione sistematica della letteratura con successiva metanalisi che ha coinvolto 27 studi (14 retrospettivi e 13 prospettici) per un totale di oltre 1,2 milioni di pazienti.

Dall’analisi è emerso che in effetti tale associazione esiste. In particolare la perdita di udito si associa a rischio del 13% più elevato di mortalità per tutte le cause e del 28% per cause cardiovascolari (HR 1,13 e 1,28, rispettivamente). In presenza di doppio deficit di vista e udito il rischio è risultato ancora maggiore sia per la mortalità per tutte le cause (HR 1,40) che per quella legata a cause cardiovascolari (HR 1,86), dopo aggiustamenti per fattori demografici e comorbilità.

“Abbiamo anche osservato un’associazione dose-risposta, con un raddoppio del rischio relativo di mortalità per tutte le cause per ogni incremento di 30-dB nelle soglie audiometriche” specificano gli autori, che descrivono anche alcuni possibili meccanismi o fattori alla base delle associazioni osservate. Tra questi la presenza di altri fattori di rischio patologici di tipo cardiovascolare, ma anche fattori socioeconomici e stato civile, oltre all’accesso alle cure.

“I medici dovrebbero mettere al corrente di questa associazione i pazienti con problemi di udito, in particolare quelli che presentano anche deficit visivi, e incoraggiarli a sottoporsi a controlli regolari da medico di base e specialista cardiovascolare per le eventuali patologie croniche”.