Vismodegib nel carcinoma basocellulare: dati real-world


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Dopo 6 mesi di trattamento con vismodegib, la qualità di vita legata alla salute (HRQoL) è migliorata fino a tornare a livello comparabile a quello dei controlli sani in pazienti con carcinoma basocellulare (o basalioma) avanzato e/o metastatico. Lo affermano sulla rivista Dermatologic Therapy i ricercatori italiani guidati da Alessia Villani dell’Università Federico II di Napoli che hanno condotto uno studio su 48 pazienti con la neoplasia per valutare gli effetti collaterali e l’impatto sulla qualità di vita del trattamento con vismodegib, un inibitore del pathway di hedgehog.

“Il basalioma è il più comune tumore della pelle non-melanomatoso e l’approccio terapeutico più comune alla patologia è senza dubbio la chirurgia” spiegano gli autori che poi aggiungono: “Nei casi in cui la malattia raggiunge la fase avanzata o metastatica però devono essere utilizzate altre opzioni, come per esempio la terapia con vismodegib”.

Per fotografare l’impatto del trattamento nella vita reale, i ricercatori hanno valutato mensilmente i partecipanti, tutti afferenti all’Unità di Tumori della pelle non-melanomatosi dell’ateneo napoletano, registrando gli effetti collaterali e la qualità di vita. In particolare, per quest’ultima valutazione è stato utilizzato il questionario Dermatology Life Quality Index (DLQI). A conti fatti, gli eventi avversi più frequentemente riferiti sono stati spasmi muscolari, alopecia e disgeusia. Per quanto riguarda invece la qualità di vita, 41 pazienti hanno completato il questionario DLQI al basale e dopo 6 mesi di trattamento, facendo registrare un punteggio medio in diminuzione da 5,7 della visita al basale fino a 0,4 dopo 6 mesi.

“È interessante notare che i pazienti con malattia a testa e volto partivano da punteggi più elevati al basale rispetto a quelli con malattia al tronco o agli arti, ma alla valutazione finale non sono emerse differenze tra i gruppi” spiegano Villani e colleghi che poi concludono: “Il trattamento con vismodegib è sicuro ed efficace, ma servono ulteriori studi per comprendere come gestire al meglio gli eventi avversi”.