Virus Cina, attiva task force Lombardia, 3 laboratori e 17 reparti


  • Adnkronos Salute
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Milano, 28 gen. (Adnkronos Salute) - "La task force per riconoscere e affrontare eventuali casi di coronavirus in Lombardia è al completo, con 3 laboratori dove trasmettere i campioni da analizzare e 17 reparti di Malattie infettive di riferimento". Lo annuncia l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, dopo che nelle scorse ore sono state emanate "alcune indicazioni procedurali importanti per i medici di base e per gli specialisti ospedalieri, in costante raccordo con il ministero della Salute".

Per capire se ci si trova davanti a un "caso sospetto", spiega il titolare della Sanità lombarda, "è fondamentale porre attenzione ai tempi di riferimento dei viaggi e alle frequentazioni a rischio di contagio, prendendo in considerazione gli ultimi 14 giorni dall'esordio dei sintomi". Per i pazienti che rientrano nella definizione di caso sospetto, "i medici di Asst (ex aziende ospedaliere, ndr), Irccs, case di cura accreditate, ospedali classificati, i medici di famiglia" e altri operatori che possano trovarsi di fronte a un possibile contagiato "devono segnalare il caso all'Ats (ex Asl, ndr) di competenza e attraverso procedure informatiche specifiche, gestendo il paziente in stretto raccordo con i referenti delle Malattie infettive".

La Regione, dal canto suo - riferiscono da Palazzo Lombardia - inserirà i flussi di dati nel sistema nazionale, con particolare attenzione su data di partenza del caso sospetto dalla Cina; volo di ritorno in Italia (o compagnia aerea e itinerario) e aeroporto arrivo; contatto telefonico del paziente o del medico curante; laboratorio di riferimento a cui è stato inviato il campione biologico da analizzare. I laboratori di riferimento regionali indicati per questo compito provvedono a raccordarsi con il laboratorio dell'Istituto superiore di sanità (Iss) e a informare contestualmente l'Unità operativa Prevenzione della Regione e la struttura di ricovero del paziente.

I 3 laboratori per le analisi dei campioni biologici sospetti sono attivi presso il Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell'università degli Studi di Milano; le Strutture di Virologia molecolare e di Microbiologia e virologia della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia; l'Unità di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano.

I 17 reparti di Malattie infettive per la gestione e il ricovero dei casi sono quelli di San Matteo di Pavia; Asst Milano Ovest di Legnano, Milano; Asst Sette Laghi di Varese; Asst Fbf-Sacco di Milano; Asst Valle Olona di Busto Arsizio, Varese; Asst Lecco; Asst Cremona; Asst Lariana di Como; Asst Mantova; Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo; Asst Spedali Civili di Brescia; Asst Niguarda di Milano; Irccs San Raffaele di Milano; Asst Santi Paolo e Carlo di Milano; Asst Monza; Asst Lodi; Irccs Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

Per i passeggeri provenienti dalla Cina - ricordano dalla Regione - all'aeroporto intercontinentale di Malpensa è attivo il protocollo di monitoraggio con misurazione a bordo della temperatura corporea di passeggeri ed equipaggio. In caso di assenza di sintomi e in assenza di iperpiressia (febbre alta), sono fornite indicazioni generiche comportamentali e sul numero unico 1500 del ministero della Salute. Se un utente telefona al numero verde 1500 riceverà l'indicazione di contattare il proprio medico curante oppure, se impossibilitato, il numero unico emergenza 112, evitando di andare autonomamente in Pronto soccorso.

Nel caso in cui il medico (di famiglia, pediatra, di continuità assistenziale) venga contattato da un paziente che riferisce sintomi (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie), la Regione raccomanda di "indagare la presenza di viaggi in Cina negli ultimi 14 giorni, o l'eventuale contatto con un caso accertato". In caso di riscontro positivo: "Sincerarsi, anche assistendo alla chiamata, che il paziente contatti il numero unico 112 che organizzerà il trasporto presso una delle strutture ospedaliere con un reparto di Malattie infettive; avvisare il Dipartimento di Igiene e prevenzione sanitaria dell'Ats per segnalare il caso". Per i casi che non rispondono al criterio di caso sospetto, ma ancora da indagare, qualora il medico venga contattato telefonicamente e non ritenga di effettuare visita domiciliare, ma di invitare il paziente a recarsi in studio, "è opportuno un accesso separato, anche semplicemente con un appuntamento a fine giornata, per ridurre eventuali contatti in sala di attesa".

La richiesta di soccorso proveniente da un cittadino o dal medico curante attraverso il numero unico 112 verrà invece processata dalla Sala operativa regionale di emergenza e urgenza (Soreu) di Areu (Azienda regionale emergenza urgenza), che organizzerà il trasporto presso l'ospedale dotato di Unità di Malattie infettive ritenuto più idoneo, avendo cura di "far indossare al paziente la mascherina chirurgica, salvo la necessità di somministrare ossigeno; informare il Pronto soccorso dell'ospedale individuato dell'invio di un caso sospetto di nuovo coronavirus, per consentire di far predisporre il percorso clinico e logistico ritenuto più opportuno anche al fine di ridurre il rischio di esposizione potenziale per gli operatori sanitari e gli utenti".

Nel caso infine di trasporti che si rendessero necessari all'interno dello stesso ospedale o tra ospedali differenti, "l'Asst di riferimento avrà cura di gestirli attraverso i propri mezzi, informando il Pronto soccorso e/o le Unità specialistiche di destinazione dell'invio di un caso sospetto di nuovo coronavirus, attenendosi alle indicazioni suggerite dal reparto di Malattie infettive ricevente".