Viaggi e Covid-19, le raccomandazioni del medico aeroportuale

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

di Fabio Turone (Agenzia Zoe)

 

Mentre il Consiglio Europeo di giovedì discuteva alla ricerca di regole condivise per arrivi e partenze dei viaggiatori, anche in risposta all’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che impone la quarantena ai non vaccinati che arrivano in Italia dall’estero, sono state anche definite le nuove regole per viaggiare con bambini e ragazzi, che sono esentati fino ai 12 anni dagli obblighi che valgono per gli adulti e per i ragazzi dai 12 anni in su. Precauzioni importanti, giustificate dall'incertezza causata dalla diffusione della variante omicron del virus Sars-Cov2, che impone la massima prudenza.

Univadis Medscape Italia ne ha parlato con Barbra Bucci, il medico responsabile dell'Unità Territoriale USMAF-SASN di Milano-Malpensa, che si occupa di entrambi gli aeroporti milanesi, e che dal suo osservatorio esprime preoccupazione: "Allo stato attuale, il mio consiglio è quello di cercare di limitare gli spostamenti al minimo, evitando viaggi non necessari. Comprendo che siamo reduci di due anni di sacrifici e privazioni, e che la popolazione è frustrata e stanca, ma credo sia essenziale, per la sicurezza di tutti, fare un ulteriore sforzo per ridurre il rischio di diffusione delle varianti, e aumentare la protezione data dalla campagna vaccinale" dice. "La variante omicron al momento è presente in minima parte sul territorio nazionale, e le recenti restrizioni applicate all’accesso in Italia anche dai Paesi di area Schengen hanno lo scopo di mantenere sotto controllo questo nuovo fattore di rischio per la Sanità pubblica nazionale. Per questo immagino che il numero di passeggeri nel periodo festivo andrà a diminuire, a fronte delle restrizioni introdotte".

In generale, per i viaggi in treno e aereo basta il green pass “base” che si ottiene con un tampone molecolare (validità 72 ore) oppure antigenico (validità 48 ore), a meno di viaggi verso Paesi che adottino regole più severe. Al rientro in Italia da un paese UE, i ragazzi tra 12 e 18 anni (così come gli adulti) devono esibire un tampone molecolare (valido 48 ore)  o tampone antigenico (valido 24 ore) con esito negativo. Se non sono vaccinati devono anche isolarsi per 5 giorni di quarantena. In caso di ritorno da un paese extra Ue occorre un tampone molecolare (valido 72 ore)  o antigenico (24 ore) con quarantena di 10 giorni.

Tutti i viaggiatori devono anche compilare, prima di rientrare in Italia, il modulo di localizzazione del passeggero (PLF, Passenger Locator Form). È esentato solo chi viaggia con mezzo privato dopo essere stato non più di 48 ore in località estere che distano non più di 60 chilometri da casa.

Per chi viaggia in aereo, un momento inevitabile è la permanenza in aeroporto, in cui il flusso di persone è abbondante, ed è fondamentale il rispetto delle disposizioni di distanziamento, igienizzazione delle mani, utilizzo di mascherine adeguate: "L’area aeroportuale rappresenta una sorta di micro-mondo a parte, con proprie regole, disposizioni e linee guida che non sono immediatamente evidenti a tutti ma rappresentano una fondamentale 'rete di sicurezza' per gestire le attività di routine e anche quelle emergenziali" riprende Bucci. "A differenza per esempio dei centri commerciali, la permanenza degli utenti, dei passeggeri in questo caso, all’interno dell’aeroporto è relativamente  limitata, e la struttura stessa dell’aeroporto è organizzata in modo tale da creare percorsi e vie obbligate che indirizzino i passeggeri, in partenza e in arrivo, verso il proprio gate di imbarco o al di fuori dell’aerostazione. A livello anche sanitario è essenziale che tali percorsi siano chiaramente individuati e puntualmente gestiti come da protocolli condivisi, al fine di mantenere lo spazio aeroportuale libero da qualsiasi rischio infettivo-diffusivo, come nel caso del Covid-19, e consentire l’isolamento immediato di eventuali situazioni sospette e il mantenimento dell’operatività della struttura aeroportuale".

Questo richiede adeguate risorse, umane e tecniche, che soprattutto all'inizio della pandemia non è stato facile reperire: "Grazie a un'ampia rete di collaborazioni siamo riusciti a riorganizzare le attività e gli interventi, e a fronteggiare saldamente l’emergenza" spiega Bucci, che raccomanda anche ai viaggiatori di preparare con cura non solo la documentazione vaccinale ma anche quella attestante eventuali condizioni cliniche particolari: "Il consiglio principale è quello di informarsi bene prima del viaggio, sui siti istituzionali del ministero della Salute e del ministero degli Esteri, e in caso di viaggio all’estero sui siti istituzionali del Paese di destinazione, nonché con la compagnia aerea, per verificare le modalità con le quali il vettore ha deciso di ottemperare alle disposizioni di legge (link per la compilazione di dPlf, autocertificazioni e quant’altro). Eventuali terapie specifiche che si rendano necessarie in viaggio devono essere correttamente supportate da adeguata ricetta medica, meglio se in doppia lingua, al fine di facilitare la gestione di eventuali problematiche nel Paese di destinazione o durante i controlli di frontiera".