Valori di inquinamento atmosferico ritenuti sicuri negli USA sono legati a mortalità più elevata


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Messaggi chiave

  • Nella popolazione idonea a Medicare negli Stati Uniti, esposizioni a breve termine al particolato sottile ambientale (PM2,5) e all'ozono nella stagione calda sono state associate in modo significativo a un aumento del rischio di morte.
  • Questo aumento del rischio si è verificato a valori ben inferiori ai limiti attuali ritenuti sicuri per la qualità dell'aria statunitensi (35 μg/m3 per il PM2,5 giornaliero, 12 μg/m3 per il PM2,5 annuale e 70 parti per miliardo (ppb) per la concentrazione di ozono massima sulle otto ore).

Descrizione dello studio

  • Si tratta di uno studio case-crossover effettuato utilizzando i dati relativi a tutte le morti nella popolazione residente in 39.182 codici postali e idonea a Medicare tra il 2000 e il 2012.
  • I ricercatori hanno voluto stimare l'associazione tra la mortalità per tutte le cause e l’esposizione a breve termine a PM2.5 e concentrazioni di ozono nella stagone calda (1 aprile - 30 settembre), confrontando l'esposizione giornaliera all'inquinamento atmosferico alla data del decesso (giorno del caso) con l’esposizione nei giorni di controllo.
  • Gli autori hanno utilizzato modelli di previsione dell'inquinamento atmosferico pubblicati e convalidati per calcolare il PM2,5 su 24 ore, l'ozono massimo sulle 8 ore e le temperature giornaliere dell'aria e del punto di rugiada per ogni codice postale.
  • Sono stati analizzati i giorni con concentrazioni di inquinamento atmosferico inferiori a 25 μg/m3 per il PM2,5 e a 60 ppb per l’ozono.

Risultati principali

  • Durante il periodo di studio, ci sono stati 22.433.862 milioni di giorni-caso e 76.143.209 di giorni-controllo.
  • Tra tutti i giorni di controllo e di caso, il 93,6% presentava valori di PM2,5 inferiori a 25 μg/m3, e durante questi giorni si è verificato il 95,2% dei decessi.
  • Il 91,1% di tutti i giorni presentava livelli di ozono inferiori a 60 ppb, e durante questi si è verificato il 93,4% dei decessi.
  • I tassi di mortalità giornaliera al basale erano di 137,33 per l'intero anno e di 129,44 per la stagione calda (per 1 milione di persone a rischio al giorno).
  • Ogni aumento a breve termine di 10 μg/m3 del PM2,5 (aggiustato per l'ozono) e ogni aumento di 10 ppb dell’ozono nella stagione calda (aggiustato per il PM2,5) sono stati associati in modo statisticamente significativo a un aumento relativo del tasso di mortalità rispettivamente dell'1,05% (IC 95% da 0,95% a 1,15%) e dello 0,51% (IC 95% da 0,41% a 0,61%).
  • Le differenze assolute di rischio nel tasso di mortalità giornaliera erano di 1,42 (IC 95% da 1,29 a 1,56) e di 0,66 (IC 95% da 0,53 a 0,78) per 1 milione di persone a rischio al giorno.
  • Le dimensioni dell'effetto per quanto riguarda in particolare il PM2,5 erano maggiori per alcune popolazioni, tra cui gli anziani, le donne e le persone di razza nera.

Perché è importante

  • La Environmental Protection Agency degli Stati Uniti è tenuta a riesaminare i suoi standard per la qualità dell'aria ogni cinque anni, ma ci sono alcune aree che non vengono sorvegliate e non vi sono studi su popolazioni particolari.
  • Alla luce di questi risultati, potrebbe essere necessario rivalutare gli standard qualitativi attuali.
  • Secondo gli autori, sapere quali condizioni possono portare a una maggiore mortalità per le varie categorie potrebbe aiutare gli individui a mettere in atto comportamenti preventivi, come per esempio non uscire di casa se si presentano particolari situazioni.
  • Nell'Unione europea, i limiti consentiti per la qualità dell'aria sono decisamente più elevati di quelli statunitensi (120 ppb per l'ozono e 25 μg/m3 annuali per il PM2,5). Da tempo l'OMS richiama l'attenzione sulla necessità di un abbassamento dei limiti, e i risultati di questo studio andranno a rinforzare questo fronte.

Il parere dell’esperto

  • Junfeng Zhang, della Nicholas School of the Environment e Duke Global Health Institute di Durham, nella Carolina del Nord, osserva in un editoriale che i risultati aggiungono prove uniche, applicabili sia ai residenti rurali che ai gruppi più vulnerabili, per aumentare la consapevolezza pubblica riguardo ai rischi per la salute associati al PM2.5 e all'inquinamento da ozono anche a bassi valori.