Vaccino COVID-19: è possibile rivaccinare dopo reazioni allergiche immediate?

  • Paolo Spriano
  • Uniflash
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La vaccinazione SARS-CoV-2 riduce efficacemente il rischio di infezione e di gravi esiti di COVID-19. Con oltre 10,5 miliardi di dosi somministrate in tutto il mondo, la vaccinazione rappresenta uno strumento fondamentale per arginare una pandemia che finora conta su circa 445 milioni di soggetti infetti e 6 milioni di morti (1).

Durante la campagna vaccinale contro SARS-CoV-2 sono state segnalate gravi reazioni allergiche in 7,9 per 1 milione di vaccinazioni (2). Un dato coerente con la stima delle reazioni allergiche ai vaccini di routine, che colpiscono 1-10 soggetti per milione di dosi somministrate. 

Le raccomandazioni iniziali

Subito dopo l'inizio delle vaccinazioni con i vaccini mRNA, nel dicembre 2020, sono state avviate le segnalazioni di reazioni allergiche avverse. Tra i 175 casi di reazioni avverse esaminati, utilizzando i criteri di definizione del caso della Brighton Collaboration, sono stati trovati 21 casi di anafilassi, che si traducono in 11,1 casi per milione di dosi di vaccino (3). Tuttavia, altri dieci casi erano in fase di revisione o avevano informazioni insufficienti per essere catalogati come anafilassi. Diciotto delle 21 reazioni confermate (86%) si sono verificate immediatamente (entro 30 minuti) dalla somministrazione del vaccino. Non sono stati segnalati decessi. La maggior parte dei pazienti (81%) aveva una storia precedente di reazioni allergiche inclusa l'allergia a farmaci, punture di insetti e alimenti. Sette pazienti su 17 (41%) avevano un’anamnesi di allergia con documentate reazioni anafilattiche, comprese reazioni ai vaccini (3).

L’orientamento delle autorità regolatorie è stato verso una raccomandazione, per le persone con una reazione allergica immediata alla prima dose di un vaccino mRNA COVID-19, di non ricevere dosi aggiuntive di nessuno dei vaccini mRNA COVID-19 (4).

L’attenzione sugli eccipienti

L'elenco degli eccipienti dei vaccini è stato sottoposto ad attenta analisi al fine di identificare potenziali responsabili delle reazioni. I report iniziali hanno evidenziato quali dei vari componenti dei vaccini avrebbero potuto svolgere un ruolo potenziale allergenico e tale da coinvolgerli in reazioni sistemiche (5). L’attenzione si è focalizzata sugli eccipienti e in particolare sui composti con un potenziale riconosciuto per reazioni allergiche: PEG, polisorbati, trometamina/ trometamolo. 

PEG - o macrogol sono polimeri idrofili derivati ​​dall'ossido di etilene. Sono ampiamente utilizzati come ingredienti in medicinali, cosmetici, prodotti farmaceutici e alimentari. I PEG possono essere legati in modo covalente a determinati farmaci (PEGilazione), per aumentare il loro peso molecolare (MW), al fine di proteggere il farmaco dalla degradazione, aumentarne la circolazione e consegnarlo ai target specifici. Il peso molecolare dei PEG varia solitamente da 200 a 35.000 g/mol, con una tossicità inferiore e un assorbimento gastrointestinale migliore per  i PEG a basso peso molecolare (<400 g/mol). I vaccini COVID-19 BNT162b2 e mRNA-1273 contengono PEG-2000 come parte del processo di PEGilazione delle nanoparticelle lipidiche (LNP) che circondano le molecole di mRNA.

In letteratura, dal 1977 al 2016, sono stati descritti 37 casi clinici di allergia al PEG di cui il 76% presentava reazioni sistemiche (6).  Una revisione dei dati fatta dalla Federal Drug Administration statunitense ha stimato una media di 4 casi di anafilassi all'anno dovuti a PEG presente in preparati utilizzati per procedure di colonscopia o lassativi (7)

Nei rapporti del Center for Disease Control and Prevention (CDC), il 52% dei pazienti con reazioni anafilattiche al vaccino BNT162b2 e l'80% dei pazienti con vaccino mRNA-1273 avevano una precedente storia di allergia a farmaci o vaccini (8,9).

Polisorbato 80 - o Tween 80 è un tensioattivo non ionico utilizzato come emulsionante e stabilizzante nell'industria farmaceutica e alimentare. I polisorbati sono frequentemente utilizzati in vaccini come quelli usati per la protezione dell'influenza (10). È stata descritta la reattività crociata tra polisorbati e PEG dovuta a strutture condivise. I pazienti sensibilizzati ai polisorbati potrebbero potenzialmente reagire al PEG di peso molecolare specifico se esposti ad esso per vie specifiche (es. per via intramuscolare), ma al momento non ci sono segnalazioni di reazioni anafilattiche al polisorbato contenuto nei vaccini COVID-19.

Trometamina o trometamolo - è un eccipiente che si trova nel vaccino mRNA-1273, ma è anche un eccipiente comune in alcuni mezzi di contrasto iodato o a base di gadolinio (GBCA). Il rischio di reazioni allergiche al GBCA aumenta in presenza di anamnesi positiva di ipersensibilità all'IOM. Due dei 10 pazienti che hanno avuto reazioni anafilattiche al vaccino mRNA-1273 avevano una precedente storia di anafilassi al gadolinio, allo iodio o mezzo di contrasto per via endovenosa (11), ma pur essendo plausibile il coinvolgimento della trometamina/trometamolo contenuto nel vaccino, gli esperti ritengono necessari ulteriori studi per indagare il suo ruolo nelle reazioni allergiche sistemiche causate dal vaccino mRNA-1273.

Il parere degli esperti e la revisione dei dati

Nelle reazioni allergiche una volta che si verifica una reazione iniziale, le successive esposizioni ripetute portano in modo riproducibile a reazioni acute e potenzialmente pericolose per la vita. Dall’inizio della campagna vaccinale questo paradigma è stato accettato per i vaccini mRNA COVID-19.  

Nel corso della campagna vaccinale il parere espresso dagli esperti ha portato a non controindicare in assoluto alla risomministrazione di vaccini non COVID a soggetti con precedenti reazioni allergiche, a meno che non vi fosse una storia di reazioni allergiche a qualsiasi componente dei vaccini COVID-19 (12).

Una recente revisione sistematica e di meta-analisi dei dati su 22 studi disponibili ha fatto emergere prove di certezza moderata di una bassa incidenza di gravi reazioni allergiche immediate associate alla seconda dose di un vaccino mRNA COVID-19 tra gli individui con una storia di una reazione allergica di qualsiasi gravità al loro primo dose di vaccino mRNA (13). La rivaccinazione di tali persone non ha portato a reazioni avverse, nella maggior parte degli individui. Solo 13,65% dei soggetti ha accusato sintomi immediati non gravi. Risultati che hanno consentito ai ricercatori di ritenere possibile una rivaccinazione sicura degli individui con una reazione allergica ad una prima dose di vaccino mRNA COVID-19, in un ambiente medico attrezzato per gestire reazioni allergiche gravi.