Vaccinazione antitetanica e antidifterite sicura nei pazienti reumatici


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In questo studio, il richiamo della vaccinazione contro tetano e difterite nei pazienti reumatici - la maggior parte dei quali in trattamento immunomodulante o immunosoppressivo - è risultato sicuro.
  • L’immunogenicità della vaccinazione a tre mesi di distanza è risultata buona, sebbene leggermente inferiore rispetto a quanto verificato nei soggetti sani, più per quanto riguarda la copertura contro il tetano (98%) che contro la difterite (73%).

Descrizione dello studio

  • Studio prospettico multicentrico di coorte condotto in Svizzera reclutando, tra il 2014 e il 2015, 284 pazienti con diverse malattie reumatiche (artrite reumatoide, spondilite anchilosante, artrite psoriasica e varie vasculiti) e 253 soggetti sani.
  • A tutti è stato effettuato un prelievo di sangue prima della vaccinazione antitetano e difterite, dopo 1 e dopo 3 mesi per il dosaggio dei relativi anticorpi (ELISA), e i risultati sono stati confrontati con quelli ottenuti nei soggetti sani, tra i pazienti e in relazione alla eventuale terapia immunomodulante/immunosoppressiva in corso (89% dei pazienti).
  • Fonte del finanziamento: Swiss National Science Foundation e altre fondazioni private.

Risultati principali

  • Immunizzazione protettiva a tre mesi dalla vaccinazione contro il tetano nel 98% dei pazienti (vs 100% dei controlli sani) e contro la difterite nel 73% dei pazienti (vs 84% dei controlli sani).
  • Differenze tra malattie: i pazienti con artrite psoriasica e spondilite anchilosante (oltre ai soggetti sai) hanno avuto risposte anticorpali significativamente maggiori di quelli con artrite reumatoide e vasculiti.
  • Differenze in relazione alla terapia in corso: solo il rituximab ha influenzato negativamente la risposta all’antitetanica, mentre solo il metotrexate ha ridotto la risposta alla componente difterica del vaccino.
  • In nessun gruppo sono state riscontrate reazioni avverse di rilievo.   

 

Perché è importante

  • I pazienti in terapia immunomodulante/immunosoppressiva sono in crescita in tutto il mondo e sono particolarmente esposti al rischio di infezioni.  
  • Altri studi avevano mostrato una ridotta risposta ai vaccini antinfluenzali o antipneumococcici, mentre in questo caso si è dimostrata una buona immunogenicità che può proteggere la maggior parte dei pazienti.