Vaccinazione anti-influenzale e anti-pertosse in gravidanza: informazione tramite mezzi di comunicazione online e percezione delle donne in gravidanza e degli operatori sanitari


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Vaccinazione anti-influenzale e anti-pertosse in gravidanza: informazione tramite mezzi di comunicazione online e percezione delle donne in gravidanza e degli operatori sanitari

A cura della Dott.ssa Carmen Ferrajolo

La vaccinazione in gravidanza è una strategia sicura ed efficace per prevenire malattie infettive, come influenza, pertosse e tetano che, se colpiscono in questo momento di maggiore vulnerabilità, possono risultare in complicanze per madre, feto e nascituro, come gravi patologie respiratorie o mortalità. Tuttavia, la crescente disponibilità di vaccini non corrisponde alla loro reale somministrazione in donne in gravidanza, poiché deve fare i conti con diversi livelli di accettazione del vaccino stesso, lo scetticismo sulla necessità della prevenzione e sul suo favorevole profilo beneficio-rischio. Nonostante campagne vaccinali internazionali, in Inghilterra tra Settembre 2016 e Gennaio 2017, solo il 44,9% delle donne in gravidanza si è vaccinata contro l’influenza e il 74,2% contro la pertosse, con frequenze che variano tra le diverse aree geografiche degli United Kingdom e tra i diversi stati.

Se da un lato sono state promosse varie campagne vaccinali da parte dell’OMS così come delle agenzie regolatorie nazionali per aumentare la sensibilizzazione della popolazione all’immunizzazione da parte degli operatori sanitari, dall’altro l’aumento esponenziale delle risorse mediatiche online fruibili da utenti al fine di ottenere risposte sui loro dubbi in ambito della salute, può avere un impatto significativo sul loro livello di fiducia nei confronti della vaccinazione e sulla loro decisione finale di sottoporsi al vaccino.

Lo studio ha valutato entrambi i metodi di informazione, campagne vaccinali e informazioni mediatiche, al fine di esaminare il quadro dell’informazione online negli ultimi anni sulla vaccinazione materna anti-influenzale e anti-pertosse, considerando la sua influenza sul grado di confidenza delle donne verso il vaccino, e di confrontarlo con quanto percepito dalle donne in gravidanza e dagli operatori sanitari sulla prevenzione vaccinale.

Gli articoli giornalistici online relativi alla gravidanza sono stati identificati consultando la bancadati Vaccine Confidence Project’s della London School of Hygiene & Tropical Medicine, che raccoglie tutte le notizie giornalistiche sulla vaccinazione pubblicate online provenienti da qualsiasi paese, come parte di un sistema di sorveglianza per monitorare il grado di confidenza della popolazione nei confronti della vaccinazione (www.vaccineconfidence.org). La ricerca è stata ristretta alle news sulla vaccinazione in gravidanza contro pertosse e influenza pubblicate in lingua inglese in due periodi differenti, Luglio-Dicembre 2012 (anno dell’introduzione nel programma vaccinale negli UK del vaccino anti-pertosse in donne in gravidanza) e Novembre 2015 - Aprile 2016 (dati disponibili più recenti ai fini dello studio), al fine di osservare la variazione nel tempo
della frequenza degli articoli sulla vaccinazione e l’argomento mediatico. Gli articoli eleggibili sono stati revisionati interamente da un unico autore che ha provveduto a codificarli per tematica.

Simultaneamente sono stati preparati due questionari da somministrare a donne in gravidanza e a personale sanitario afferente al reparto di maternità, sviluppati secondo un approccio multidisciplinare, considerando input da parte dei pediatri, ginecologi e psicologi, al fine di analizzare la predisposizione delle donne in gravidanza e del personale sanitario verso il programma vaccinale e la sperimentazione clinica in gravidanza del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV). Lo studio attuale si riferisce solo alle domande relative al programma vaccinale raccomandato, ovvero se le donne in gravidanza avessero ricevuto o programmato il vaccino per influenza e pertosse e quale fosse la loro opinione e quella degli operatori sanitari sul tipo di protezione dei due vaccini, ovvero nei confronti della mamma, del bambino o di entrambi. Il questionario è stato somministrato a donne di almeno 16 anni di età che effettuavano le visite in cliniche ostetriche o reparti di maternità di quattro centri ospedalieri universitari del National Health System Foundation Trust: Southampton, St Georges Healthcare, Bristol e Oxford. Il questionario per gli operatori sanitari è stato somministrato a ostetriche e ginecologi che lavoravano presso gli stessi centri.

In totale sono stati raccolti 203 articoli provenienti dai mass media online, la maggior parte dei  quali (n= 122, 60%) sul vaccino contro la pertosse, il 34% (n= 68) sul vaccino anti-influenzale e il restante 6% (n= 13) relativo ad entrambi. Dei 123 (61%) articoli prodotti nel secondo semestre del 2012 (primo periodo di osservazione), 84 (68%) riguardavano l’anti-pertosse, 34 (28%) l’anti- influenzale e 5 (4%) entrambi. Tali percentuali sono variate leggermente nel secondo periodo di osservazione, a cavallo tra il 2015 e il 2016, quando su 80 articoli prodotti (39% dei 203 totali), quasi la metà riguardava il vaccino anti-pertosse (n= 38, 48%), il 43% (n=34) l’anti-influenzale e il 10% (n= 8) entrambi. La maggior parte degli articoli è stata pubblicata negli UK (60%), a seguire negli USA (22%) e in Australia (8%).

Da quasi tutti gli articoli (97%) emergevano messaggi definiti “positivi” di incoraggiamento alla somministrazione del vaccino, ad eccezione di sette articoli (3%) che contenevano messaggi negativi di disincentivazione sull’uso della vaccinazione, ed erano relativi al vaccino contro la pertosse.

Dagli articoli sono state estrapolate e codificate 12 tipologie di messaggio, di cui 10 incoraggianti e 2 disincentivanti. “La protezione della mamma” e “la protezione del feto” erano messaggi promossi da una percentuale significativamente più alta di articoli sul vaccino anti-influenzale, rispetto a quelli sul vaccino anti-pertosse, in entrambi i periodi di osservazione. Per contro, “la protezione del neonato” era sottolineata maggiormente negli articoli sul vaccino anti-pertosse, rispetto a quelli sul vaccino anti-influenzale, prodotti nel 2012, mentre non sono emerse differenze nel secondo periodo di osservazione. Un’altra tematica evidenziata più frequentemente negli articoli sul vaccino anti- pertosse che in quelli sul vaccino anti-influenzale riguardava l’importanza della vaccinazione rispetto alle recenti infezioni nelle zone circostanti. L’aumento della gravità della patologia per la mamma era un argomento menzionato più frequentemente negli articoli sul vaccino dell’influenza, incentivandone l’uso, così come un buon profilo di sicurezza del vaccino, mentre ben pochi articoli su entrambi i vaccini argomentavano il problema della mortalità della patologia.

Infine, una buona percentuale di articoli sul vaccino anti-influenzale (26% nel primo periodo e 18% nel secondo periodo) parlava di mancanza di costi come messaggio positivo ad indicare la disponibilità del vaccino nel programma vaccinale gratuito per le donne in gravidanza.
Gli unici articoli che disincentivavano l’uso del vaccino erano sul vaccino anti-pertosse di cui esprimevano criticità relativamente al suo profilo di efficacia e sicurezza scarsamente noto in gravidanza.

Sono state esaminate 314 risposte al questionario somministrato alle donne in gravidanza e 204 a quello per gli operatori sanitari. La maggior parte delle donne aveva un’età compresa tra 25 e 30 anni (34%), mentre il 75% degli operatori sanitari era rappresentato da ostetriche.

In termini di vaccino anti-influenzale, in base alla risposta di 310 donne, il 38% (118 donne) era stato vaccinato, il 40% (123 donne) aveva in programma di sottoporsi al vaccino, mentre il 22% (69 donne) non aveva intenzione di vaccinarsi. Le percentuali variavano in termini di vaccino anti- pertosse, per cui, su 302 risposte, il 56% (16 donne) era stato vaccinato, il 36% (109) aveva in programma di farlo e l’8,3% (25 donne) non si sarebbe sottoposta al vaccino.

Relativamente alla propria opinione sul tipo di protezione del vaccino, sono emerse differenze tra le risposte fornite dalle donne e quelle dagli operatori sanitari. Nello specifico, il 19% (58/300), l’8% (24/300) e il 73% (218/300) delle donne in gravidanza hanno risposto che la protezione del vaccino anti-influenzale riguardava rispettivamente “solo la mamma”, “solo il nascituro”, “entrambi allo stesso modo”. Tra i 199 operatori sanitari, invece, il 51% (101), il 3% (5) e il 47% (93) hanno risposto che il vaccino protegge “solo la mamma”, “solo il nascituro”, “entrambi allo stesso modo”, rispettivamente.

Relativamente al vaccino anti-pertosse, 8 donne su 300 (3%) hanno risposto che la protezione del vaccino è solo per la mamma, 172 su 300 (57%) che riguarda solo il bambino, e 123 su 300 (41%) che il vaccino protegge mamma e bambino allo stesso modo. Percentuali un po' discordanti sono emerse tra gli operatori sanitari, per il 71% (141/199) dei quali solo il bambino riceve la protezione, per il 27% (54/199) entrambi allo stesso modo e per il 2% (4/199) riguarda solo la mamma.

La vaccinazione tra le donne in gravidanza resta ancora a livelli non ottimali, tuttavia è incoraggiante che la maggior parte dei canali di comunicazione tradizionali sostenga la campagna vaccinale anti-influenzale e anti-pertosse. Soprattutto, il messaggio mediatico che il vaccino anti- pertosse protegga principalmente il bambino ha aumentato la consapevolezza dell’importanza della vaccinazione tra le mamme in gravidanza.

Parole chiave: vaccino, influenza, pertosse, gravidanza, mass media online. Riferimento bibliografico
Wilcox CR et al. Influenza and pertussis vaccination in pregnancy: Portrayal in online media articles and perceptions of pregnant women and healthcare professionals. Vaccine (2018), https://doi.org/10.1016/j.vaccine.2018.10.092

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