Vaccinazione anti-HPV: la protezione potrebbe cambiare in base all’età


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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La percentuale di donne con neoplasia intraepiteliale cervicale di grado 3 (CIN3) imputabile a genotipi di papilloma virus (HPV) inclusi nel vaccino nonavalente è alta nelle donne con più di 45 anni ma con l’avanzare dell’età aumenta anche il rischio di CIN di alto grado legate a genotipi virali non inclusi nel vaccino. Sono queste le conclusioni di uno studio italiano recentemente pubblicato sulla rivista Journal of Oncology da un gruppo di ricercatori guidati da Luca Giannella, dell’Università Politecnica delle Marche e del Centro di Screening per la Neoplasia Cervicale della AUSL-IRCCS di Reggio Emilia.

“Sappiamo che il vaccino conferisce un alto grado di protezione, ma non bisogna dimenticare che la distribuzione dei genotipi HPV dipende dall’età” esordiscono gli autori. “In questo senso, per la gestione della patologia cervicale potrebbe essere interessante capire se la protezione attesa con il vaccino varia con l’età” aggiungono.

Anche per cercare di rispondere a questa domanda, Giannella e colleghi hanno analizzato in modo retrospettivo i dati relativi a 204 donne valutate presso il centro emiliano, con diagnosi di CIN3 e sottoposte a genotipizzazione del virus prima della conizzazione. L’analisi ha fatto emergere una diminuzione della presenza di genotipi HPV inclusi nel vaccino nonavalente con l’avanzare dell’età, con una protezione comunque alta e pari all’82% dopo i 45 anni. “Una tendenza simile è stata osservata per HPV-16 e HPV-33, inclusi nel vaccino” spiegano i ricercatori, osservando che, tra i genotipi non inclusi nel vaccino, quelli a basso rischio sono risultati più comuni con l’aumentare dell’età.

Come ricordano gli esperti, le ragioni alla base di queste differenze possono essere molteplici e i risultati ottenuti nell’analisi osservazionale retrospettiva devono essere valutati e confermati in studi più ampi. “I dati ottenuti dallo studio fanno comunque sorgere alcune domande sulla gestione della patologia cervicale in età avanzata in una futura era post-vaccinazione” concludono.