Ustioni gravi: quanto serve assumere glutammina?

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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  • In pazienti gravemente ustionati, l’assunzione di glutammina per via enterale non ha diminuito, rispetto a un placebo, il tempo di dimissione dall’ospedale.
  • Non sono state rilevate differenze anche in merito ad altri aspetti, come l'incidenza di batteriemia o la mortalità a 6 mesi.

Niente di fatto, i risultati della studio RE-ENERGIZE sembrano chiari: l’integrazione di glutammina non ha diminuito il tempo necessario alla dimissione di pazienti con gravi ustioni ricoverati in ospedale e non ha influito su altri esiti, anche a 6 mesi, rispetto a un placebo.

“Numerosi studi hanno valutato l’effetto di diverse strategie nutrizionali in pazienti con gravi ustioni. La glutammina è di particolare interesse perché è vitale per una serie di pathway di risposta allo stress, fondamentali nelle malattie gravi” spiegano i ricercatori che hanno voluto studiare l’effetto della glutammina per via enterale e hanno pubblicato i risultati sul New England Journal of Medicine. “Scopo di questo studio è stato determinare se questa strategia terapeutica porta a una diminuzione di morbilità e mortalità o se dovrebbe essere abbandonata”.

L’analisi ha riguardato 1.200 pazienti con ustioni di secondo o terzo grado, con dimensione dell’area corporea coinvolto dall’ustione (almeno 10-15-20%) diversa a seconda dell’età, randomizzati tra il 2011 e il 2021 entro 72 ore dal ricovero in ospedale ad assumere per via enterale glutammina (0,5 g per kg di peso al giorno) o un placebo. La somministrazione avveniva ogni 4 ore attraverso un sondino o 3/4 volte al giorno per via orale a seconda dei casi, fino a 7 giorni dopo l’ultimo innesto cutaneo, la dimissione dalla terapia intensiva o a 3 mesi dal ricovero.

Il tempo per la dimissione non differiva in maniera significativa tra i gruppi di trattamento: 40 giorni in media nel gruppo che aveva assunto glutammina e 38 in quello placebo. Inoltre, la mortalità a 6 mesi era rispettivamente di 17,2% e 16,2% e non sono state osservate differenze in altri esiti, per esempio la mortalità in ospedale e l’incidenza di batteriemia causata da organismi Gram-negativi, nella qualità della vita e nelle attività quotidiane (valutate a 6 mesi), e neanche negli eventi avversi gravi.

I risultati non sono quelli attesi dagli autori che hanno deciso di condurre questa ricerca considerando i dati conflittuali disponibili riguardo l’effetto della glutammina nei pazienti ustionati. Ma questo studio si differenzia dai precedenti per diversi motivi, tra cui il fatto di essere stato condotto non in uno ma in più centri (54 centri per ustionati in 14 paesi) e di aver coinvolto un ampio numero di pazienti. «La prassi secondo cui i risultati di trial monocentrici sono tradotti in raccomandazioni per la pratica clinica, come è avvenuto con l’integrazione di glutammina enterale, dovrebbe essere riesaminata» concludono i ricercatori.