Uso della curcumina nel trattamento della steatosi epatica non alcolica


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Uso della curcumina nel trattamento della steatosi epatica non alcolica

A cura della Prof.ssa Lara Testai

La steatosi epatica non alcolica è una delle più comuni patologie epatiche croniche al mondo, causa di diverse altre comorbidità e di morte. Dal punto di vista fisio-patologico è correlata con alcuni disordini metabolici, come il diabete di tipo II e l’obesità.

Ad oggi non ci sono trattamenti farmacologici approvati, pertanto la ricerca di nuovi approcci efficaci per migliorare la condizione di steatosi è un obiettivo perseguito da parte dei ricercatori.

Alcuni studi preclinici e pochi studi clinici suggeriscono che il polifenolo curcumina, presente nella Curcuma longa, possieda promettenti benefici, legati soprattutto alla regolazione del metabolismo di glucosio e lipidi.

Gli autori di questa pubblicazione riportano i risultati di uno studio clinico condotto su 52 pazienti affetti da steatosi epatica non alcolica, introducendo come elemento di novità, rispetto ai precedenti studi presenti in letteratura, l’utilizzo di una tecnica innovativa e più sensibile per l’analisi della fibrosi epatica (FibroScan).

I pazienti arruolati nello studio sono stati suddivisi in due gruppi uniformi per età, sesso, parametri antropometrici, profilo lipidico e glicemico. Inoltre, dall’analisi dell’istologia epatica emerge che entrambi i gruppi risultavano in una fase iniziale della patologia, visto che gli enzimi epatici erano ancora nei limiti della normalità. Al momento dell’arruolamento, tutti i pazienti sono stati invitati a migliorare il loro stile di vita, a tenere un regime dietetico caratterizzato da una riduzione dell’intake di grassi e a svolgere almeno 30 minuti di attività fisica per tre volte alla settimana.

Quindi un gruppo di pazienti è stato trattato per 12 settimane con capsule a base di curcumina (500mg) per 3 volte al giorno in concomitanza con i pasti principali, all’altro gruppo, quello trattato con il placebo, sono state consegnate capsule contenenti maltodestrine per lo stesso periodo di tempo.

Ad eccezione di due pazienti del gruppo placebo che interrompevano il trattamento (uno per motivi personali e l’altro in seguito ad ospedalizzazione), tutti i pazienti completavano lo studio con un’elevata attinenza alle indicazioni, come valutato ad ogni incontro previsto (alla settimana 4, 8 e al termine del trattamento).

La valutazione dell’endopoint primario, ovvero la riduzione della steatosi epatica, ma anche degli endopoint secondari, ovvero i livelli serici degli enzimi epatici, del profilo lipidico e glicemico e le analisi antropometriche, mette in luce un significativo miglioramento di tutti i parametri alla fine del trattamento, ovvero alla dodicesima settimana. Tuttavia nessuna differenza statisticamente significativa emerge tra il gruppo trattato con curcumina e quello trattato con placebo, suggerendo che il miglioramento osservato sia legato ai cambiamenti nello stile di vita, esercizio e dieta, piuttosto che all’introduzione del polifenolo.

D’altra parte in letteratura sono reperibili altri studi clinici nei quali emergono effetti positivi della curcumina in questa condizione clinica; una spiegazione plausibile di questa discrepanza potrebbe essere di tipo strumentale, ovvero la tecnica FibroScan usata in questo lavoro sarebbe più sensibile e specifica delle normali tecniche ultrasonografiche. Un’altra considerazione fatta dagli autori riguarda lo stadio iniziale della patologia, che potrebbe mascherare gli effetti positivi della curcumina.

Infine emergono anche alcune limitazioni dello studio presentato: in primo luogo i pazienti sono stati trattati con un’unica dose di curcumina e secondariamente è stata utilizzata la forma naturale, che possiede un pessimo profilo farmacocinetico, se confrontata con formulazioni più nuove in cui la curcumina è inserita all’interno di micelle che ottimizzano la sua biodisponibilità.

In conclusione da questo studio non emerge un effetto significativo della curcumina nella gestione della patologia steatosica non alcolica, e ulteriori studi, con dosi diverse, dovrebbero essere condotte in futuro.

Parole chiave: steatosi epatica non alcolica, curcumina, Curcuma longa, FibroScan, fibrosi epatica.

Fonte bibliografica: Saadati S, Hatami B, Yari Z, Shahrbaf MA, Eghtesad S, Mansour A, Poustchi H, Hedayati M, Aghajanpoor-Pasha M, Sadeghi A, Hekmatdoost A. The effects of curcumin supplementation on liver enzymes, lipid profile, glucose homeostasis, and hepatic steatosis and fibrosis in patients with non-alcoholic fatty liver disease. Eur J Clin Nutr. 2019 Jan 4. doi: 10.1038/s41430-018-0382-9.

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