Urologi Siu, rimandare visite non urgenti e niente stop terapie


  • Adnkronos Salute
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Roma, 31 mar. (Adnkronos Salute) - No al cambio o all’interruzione delle terapie. No al fai da te con gli antibiotici se si sospetta un’infezione urinaria; sì al ricovero in ospedale solo se l’intervento è urgente, ma rimandare il più possibile tutte le visite, i controlli, le procedure non strettamente necessarie. Anche sì al sesso, con le dovute attenzioni. Ed è essenziale stare a casa se si hanno malattie serie che potrebbero rendere più fragili di fronte a Sars-CoV-2. Sono alcune delle indicazioni della Società italiana di urologia (Siu), contenute in una sezione speciale del sito www.siu.it dedicata all’emergenza Covid-19: qui è possibile consultare un nuovo documento appena pubblicato per affrontare al meglio la gestione dei pazienti urologici, che specifica quali siano le operazioni non differibili e indica le modalità di identificazione delle procedure prioritarie.

A disposizione anche contenuti dedicati ai pazienti, con consigli e raccomandazioni per affrontare la pandemia da Covid-19, e le periodiche dirette web #SIUrisponde, un prezioso momento di incontro con gli esperti durante il quale i cittadini possono porre le loro domande agli urologi inviando le domande tramite la pagina Facebook della Siu.

È essenziale che chi sta seguendo una terapia la prosegua: "Questo è vero innanzitutto per i pazienti in cura per una patologia oncologica – precisa Francesco Porpiglia, responsabile dell’ufficio Scientifico Siu – come chi segue trattamenti ormonali, perché sospendendo i farmaci potrebbero andare incontro a una recrudescenza o a una progressione del tumore. È fondamentale un approvvigionamento adeguato dei farmaci, ma i medici e gli infermieri del territorio possono comunque prendere in carico queste terapie e se necessario erogarle a domicilio. L’importante è non interrompere le cure, non cambiare medicinali né modificare le dosi in autonomia. Chi ha controlli regolari per verificare l’andamento delle terapie non deve preoccuparsi: può posporli, se non si tratta di situazioni in cui il controllo è salvavita. In questo momento non si devono affollare i laboratori né gli ospedali, tutto ciò che è rinviabile deve essere rimandato".

Gli esperti sottolineano poi che non si devono in alcun modo iniziare terapie antibiotiche fai da te, per esempio se si sospettano infezioni urologiche perché si ha un catetere: “No a qualsiasi iniziativa autonoma, specialmente nell’uso degli antibiotici - specifica Luca Carmignani, presidente della Fondazione Siu - Questi farmaci vanno assunti solo se prescritti dal medico. Inoltre, qualsiasi visita o controllo non necessario deve essere rimandato: sappiamo che questo allungherà le liste d’attesa ma in questa fase di emergenza è essenziale privilegiare le urgenze".

Le raccomandazioni degli urologi non si fermano qui, e proseguono specificando che 'il sesso non è off-limits', anzi: “il virus non si trasmette per via sessuale attraverso lo sperma, tuttavia la stretta vicinanza e lo scambio di ‘goccioline’ attraverso i baci possono essere motivo di contagio - conclude Rocco Damiano, ufficio Risorse e Comunicazione Siu – Inoltre, in assenza di sintomi, e con tampone negativo per entrambi i partner, l’attività sessuale regolare ‘monogama’ e sempre con lo stesso partner, favorita dall’isolamento sociale, è positiva per la salute urologica e psicologica”.

"L’emergenza sanitaria ha portato alla sospensione di tutte le attività ambulatoriali non urgenti e a una rimodulazione inevitabile dell’assistenza ai pazienti urologici - spiega Walter Artibani, segretario generale della Siu - essere vicini attraverso il nostro sito web è dunque un modo fondamentale per diffondere consigli, indicazioni utili, raccomandazioni cliniche indispensabili. Le dirette web #SIUrisponde, che restano poi sul sito a disposizione per essere ascoltate e per trovare facilmente risposte ai propri dubbi, sono il mezzo più immediato con cui i pazienti possono porre le domande che stanno loro a cuore: in questo modo miriamo a far arrivare ai cittadini le raccomandazioni più importanti". "Purtroppo la tempesta non è passata - avverte Roberto Mario Scarpa, presidente della Siu - e la battaglia deve continuare, perciò è essenziale essere accanto ai pazienti per chiarire tutti i loro dubbi e offrire loro tutto il nostro sostegno".