Uomini, attenzione alla terapia con testosterone


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • L'assunzione di testosterone si associa a un aumento del rischio a breve termine di tromboembolia venosa (TEV) in uomini con e senza ipogonadismo.
  • Il rischio di TEV è doppio rispetto agli uomini che non assumono l'ormone, sia nei pazienti con ipogonadismo sia in quelli che non ce l'hanno.
  • Il rischio di TEV sembra maggiore nei 6 mesi immediatamente successivi al trattamento, che non nei 6 seguenti, e nei più giovani rispetto agli over65, anche se la differenza non è statisticamente significativa.

Descrizione dello studio

  • Lo studio case-crossover ha analizzato i dati ricavati dal database dell’IBM Watson Health (2011-2017), considerando uomini senza cancro al basale e con 12 mesi di follow-up prima dei casi della TEV.
  • Sono stati definiti periodi studio (1, 3 e 6 mesi prima dellaTEV) ed equivalenti periodi controllo, identificati da 6 a 12 mesi prima del TEV.
  • Sono state identificate le prescrizioni di testosterone e ogni partecipante nei periodi studio è stato abbinato con se stesso nei periodi controllo.
  • L’outcome principale è stato il primo evento di TEV stratificato in base a presenza o assenza di ipogonadismo.
  • Fonti di finanziamento: National Heart, Lung, and Blood Institute, National Institutes of Health.

Risultati principali

  • Su 39.622 uomini (età media [DS] 57,4 anni [14,2]), 3.110 (7,8%) avevano diagnosi di ipogonadismo.
  • In modelli aggiustati per l’età, l’uso della terapia con testosterone in tutti i periodi studio è stata associata a un più alto rischio di TEV sia in uomini con ipogonadismo (case period di 6 mesi, OR 2,32; IC 95% 1,97-2,74), sia in quelli senza (OR 2,02; 1,47-2,77).
  • Tra gli uomini senza ipogonadismo in terapia con testosterone nel periodo studio di 3 mesi o di 6 mesi, quelli con meno di 65 anni hanno avuto un rischio di TEV maggiore rispetto agli uomini con 65 anni o più, anche se le interazioni non sono state statisticamente significative.
  • Il rischio non è cambiato in base alla via di somministrazione (transdermica o intramuscolare).

Limiti dello studio

  • Possibili errori dovuti all’uso di grandi database amministrativi.
  • Non è possibile stabilire se i pazienti prendono i farmaci prescritti.

Perché è importante

  • In seguito all’avvertimento sui rischi della terapia con testosterone da parte della FDA nel 2014, le prescrizioni, che nel decennio precedente erano triplicate soprattutto tra gli uomini di 18-45 anni, sono recentemente diminuite.
  • L’associazione tra la terapia e un maggior rischio di TEV potrebbe avvenire attraverso diversi meccanismi, come elevati livelli di ematocrito.
  • I risultati, che si aggiungono a prove precedenti sull’associazione tra la terapia e un maggior rischio di ictus e infarto del miocardio, suggeriscono che i medici dovrebbero essere cauti nel prescriverla.
  • I casi di TEV dovrebbero far parte degli end point di sicurezza nei futuri studi clinici.