Uno stile di vita sano può ridurre il rischio di ictus anche in presenza di un profilo genetico poco favorevole


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Uno stile di vita sano può ridurre il rischio di ictus anche in presenza di un profilo genetico poco favorevole

Rutten-Jacobs LC, Larsson SC, Malik R, Rannikmäe K; MEGASTROKE consortium; International Stroke Genetics Consortium, Sudlow CL, Dichgans M, Markus HS, Traylor M. BMJ. 2018 Oct 24;363:k4168.

Il profilo genetico individuale influisce sul rischio di ictus cerebrale, ma l’adesione a uno stile di vita complessivamente corretto è in grado di esercitare una protezione significativa, riducendo il rischio di eventi cerebrovascolari anche nei portatori di una genetica poco favorevole.
Lo dimostra l’analisi dei dati emersi da un monitoraggio della durata media di circa 7 anni, condotto su 306.473 uomini e donne britannici, sani all’arruolamento, di età compresa tra 40 e 73 anni, già coinvolti nella più ampia UK Biobank, ricerca prospettica che sta seguendo mezzo milione tra Inglesi, Gallesi e Scozzesi.
I ricercatori hanno valutato la correttezza dello stile di vita basandosi sulle linee guida dell’American Heart Association: assenza di abitudine al fumo, sana alimentazione (definita da un elevato consumo di frutta, verdura e pesce e da un basso consumo di carni rosse e lavorate), mantenimento di un BMI inferiore a 30 kg/m2, attività fisica moderata (pari a 150 minuti a settimana di attività moderata, o a 75 minuti a settimana di attività intensa).
Il campione è stato quindi suddiviso in tre gruppi, secondo lo stile di vita adottato: favorevole (adesione a tre o quattro fattori positivi), intermedio (adesione a due soli fattori positivi), sfavorevole (nessun fattore rispettato o adesione a un solo elemento positivo).
È stato successivamente indagato il profilo genetico delle persone arruolate, ricercando la presenza di varianti genetiche (SNP) associate, negli studi epidemiologici, a una maggiore probabilità di ictus. Il rischio di ictus di ogni individuo, sulla base del numero delle varianti genetiche “sfavorevoli” identificate, è stato quindi classificato in tre categorie: basso, medio e alto.
Combinando le due serie di valutazioni, i ricercatori hanno rilevato, durante il follow-up, un maggiore rischio di ictus nei soggetti con stile di vita meno corretto, anche all’interno di ciascun livello di rischio genetico. Ancor più nel dettaglio, l’abitudine al fumo e l’eccesso ponderale erano gli elementi dello stile di vita che più incidevano sul rischio di ictus.
In conclusione: in un soggetto con il profilo genetico meno favorevole, e che non segue alcuna indicazione al corretto stile di vita, il rischio di ictus raddoppia rispetto a chi rispetta il complesso dello stile di vita corretto e può contare su un profilo genetico più favorevole.
D’altro canto, anche nei soggetti meno favoriti dalla genetica, l’adesione ad uno stile di vita corretto si dimostra la migliore strategia di prevenzione degli eventi cerebrovascolari, riducendo il rischio del 40% circa, rispetto alle persone con assetto genetico simile, ma stile di vita sfavorevole. - Riproduzione Riservata