Univadis COVID-19 Sintesi settimanale del 5 Giugno


  • Ben Gallarda
  • Univadis Medical News
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A causa dei rapidi cambiamenti nella natura della pandemia da COVID-19, noi a Univadis desideriamo condividere con voi gli articoli di maggior impatto e più significativi sul piano clinico pubblicati dal nostro network nella settimana passata. Alcuni di questi articoli sono pubblicati solo in lingua locale ma abbiamo cercato di sintetizzare i punti chiave e abbiamo linkato alla fonte originale di ciascun articolo, nel caso voleste saperne di più (le lingue diverse dall'inglese sono menzionate tra parentesi).

Questa è una sintesi rapida delle best practice emerse durante la rapida evoluzione di questa panedmia. Qualsiasi informazione riguardante COVID-19 è soggetta a cambiamenti man mano che diventano disponibili nuovi dati. Alcune informazioni qui sotto possono anche essere in contrasto con le indicazioni delle autorità locali o globali. Potete trovare le notizie più aggiornate su COVID-19 sul vostro sito Univadis locale o tramite l'app per smartphone.

 Ci auguriamo che queste informazioni siano utili per la vostra presa in carico dei pazienti, che siate direttamente coinvolti con COVID-19 o meno.

  1. Secondo un preprint uscito su medrXiv, anche in Lombardia, regione gravemente colpita dalla pandemia, i livelli di esposizione a SARS-CoV-2 hanno ampie variazioni. I test sierologici su oltre 4000 dipendenti di 7 ospedali mostrano livelli di positività delle IgG che vanno dal 3 (Varese) al 43% (Bergamo). Tra quelli risultati positivi, 10% erano asintomatici e 20% avevano solo 1 o 2 sintomi. L'esposizione attraverso contatti familiari ha anche giocato un ruolo importante. 
  2. Il 3 Giugno la Spagna [spagnolo] ha riportato zero decessi per COVID-19 per due giornate consecutive. Un editoriale su Univadis Spagna ringrazia tutti i medici spagnoli per essersi uniti nella lotta contro COVID-19: "In questi mesi molti specialisti sono tornati a contatto con l'esssenza della loro professione. Si sono riconnessi a Ippocrate e Galeno, a Marañón e Sir William Osler.”
  3. Uno studio retrospettivo tedesco ha preso in considerazione 33 pazienti HIV positivi affetti da COVID-19. Tutti erano in terapia con antiretrovirali, 25 avevano una malattia di grado moderato, 2 erano gravi e 8 critici, con 14 ricoverati. Gli unici deceduti sono stati un uomo di 82 anni con viremia positiva, un paziente con un basso livello di CD4 e un paziente con molteplici comorbidità. Questi risultati suggeriscono che i pazienti HIV positivi in terapia antiretrovirale non sono, in genere, a maggior rischio se vengono infettati da COVID-19.
  4. Uno studio delle cellule T ottenute da 20 adulti con PCR positiva per SARS-CoV-2 ma non ricoverati mostra una significativa specializzazione delle cellule CD4+ tra quelle che mirano alla proteina spike e quelle che mirano ad altri epitopi. La maggior parte di questi studi mostra anche una risposta da parte delle cellule CD8+. Questi risultati consentono di essere ottimisti riguardo alla possibilità di creare vaccini efficaci contro SARS-CoV-2.
  5. La Gran Bretagna ha lanciato un trial clinico con una formulazione di ibuprofene coniugato a lipidi (per facilitarne l'assorbimento) per ridurre la gravità del danno polmonare nei pazienti con COVID-19, a Londra. Il trial includerà pazienti adulti ricoverati per vedere se il trattamento può frenare il peggioramento dell'insufficienza respiratopria e la necessità di ricorrere alla ventilazione meccanica.