Una telefonata per gestire meglio le cure

  • Cristina Ferrario
  • Uniflash
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Una telefonata alla settimana da parte dell’infermiere può aiutare a ridurre il peso della chemioterapia e dei suoi effetti collaterali. È questa la conclusione alla quale sono giunti i ricercatori del Network Italiano per le Cure di Supporto in Oncologia (NICSO) che hanno recentemente pubblicato i risultati della loro ricerca su Frontiers in Oncology.

“I dati oggi disponibili mostrano che è importante promuovere la partecipazione attiva del paziente nella gestione del percorso terapeutico, intesa come maggiore controllo delle azioni che possono migliorare la gestione del trattamento” esordiscono gli autori, ricordando che la letteratura su questo argomento è ancora scarsa.

Per colmare questa lacuna è stato condotto lo studio italiano, coordinato da Paolo Bossi dell’ASST Spedali Civili di Brescia, che ha coinvolto pazienti oncologici in trattamento con diversi tipi di terapie anti-tumorali (chemioterapia, terapia a bersaglio molecolare e immunoterapia) da 29 centri sul territorio nazionale.

“In questo lavoro riportiamo i risultati ottenuti nel setting chemioterapico” spiegano gli autori, specificando che la popolazione in studio includeva pazienti con tumore mammario, colorettale o polmonare e un’aspettativa di vita maggiore o uguale a 6 mesi che stavano ricevendo trattamento adiuvante.

I pazienti che hanno preso parte allo studio sono stati suddivisi in due gruppi: a uno è stato offerto un intervento mirato basato su telefonate settimanali di monitoraggio dei sintomi da parte di infermieri oltre a una brochure con consigli pratici su prevenzione e trattamento delle tossicità, mentre all’altro (gruppo controllo) è stato consegnata solo la brochure.

I risultati parlano chiaro: la telefonata da parte dell’infermiere ha aiutato a ridurre il tempo nel quale i pazienti hanno sperimentato tossicità gravi (di grado uguale o superiore a 3). “In particolare abbiamo notato una riduzione per quanto riguarda quegli effetti meno frequetemente riferiti nel corso della pratica clinica come la fatigue” precisano gli autori.

Buoni i risultati ottenuti grazie all’intervento telefonico anche sugli eventi avversi di grado 1 e 2, con riduzione del tempo trascorso con diarrea, mucosite, fatigue e dolore di grado lieve/ moderato.

“Il tempo trascorso in assenza di effetti collaterali è risultato maggiore nel gruppo intervento” aggiungono i ricercatori, che poi concludono: “Questo studio suggerisce che è necessario implementare un sistema per la valutazione e la gestione delle tossicità del trattamento chemioterapico e per promuovere interventi preventivi e/o terapeutici efficaci per contrastare tali effetti”.