Una strategia in tre punti per prevenire i tumori negli anziani

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
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  • Negli adulti di età superiore ai 70 anni in buona condizione di salute, il rischio di cancro si riduce con l’assunzione quotidiana di supplementi di vitamina D3 e di omega-3 e un programma di esercizi.
  • L’effetto protettivo è riscontrato solo con la combinazione dei tre interventi.

 

Per allontanare lo spettro del cancro in vecchiaia potrebbero bastare poche semplici azioni. È questo ciò che suggerisce uno studio che ha valutato l’effetto dell’assunzione di vitamina D3 e di acidi grassi omega-3 e dell’attività fisica sul rischio di sviluppare un tumore degli ultrasettantenni. L’analisi esplorativa, pubblicata sulla rivista Frontiers in Aging, ha riscontrato un effetto positivo di questi interventi quando combinati tra loro.

Lo studio DO-HEALTH è uno studio randomizzato condotto in cinque Paesi europei (Austria, Francia, Germania, Portogallo e Svizzera). Tra il 2012 e il 2017, sono stati reclutati 2.157 volontari di età uguale o superiore a 70 anni che non avevano avuto grossi problemi di salute nei 5 anni precedenti e che avevano buone capacità cognitive. I partecipanti sono stati randomizzati per ricevere vitamina D3 (2.000 IU/dì) o placebo, omega-3 (1 g/dì) o placebo, un programma di esercizi da eseguire al proprio domicilio o un invito a fare attività fisica. Lo studio ha un disegno fattoriale 2 x 2 x 2 che permette di valutare l’effetto additivo degli interventi.

“Ciascuno dei trattamenti testati si è dimostrato promettente nella prevenzione delle comuni malattie croniche legate all’età sulla base di studi meccanicistici, piccoli trial clinici o grandi studi di coorte, tuttavia mancano dati definitivi – hanno detto gli autori dello studio DO-HEALTH – Il nostro obiettivo era testare interventi che ci si aspetta promuovano un invecchiamento in salute e un’aspettativa di vita più lunga e che possano essere implementati con facilità e in sicurezza dagli anziani che vivono nella comunità”. Gli endpoint primari dello studio riguardano pressione sanguigna, fratture, infezioni, mobilità e deterioramento cognitivo, ma gli autori si sono proposti di esplorare una serie di endpoint secondari, tra cui il cancro.

I partecipanti sono stati seguiti per 3 anni durante i quali sono stati contattati trimestralmente per telefono e hanno effettuato 4 visite. L’età media era 75 anni; il 40% circa dei partecipanti aveva bassi livelli di vitamina D3 e l’83% era almeno moderatamente attivo. Durante il follow-up sono stati diagnosticati 81 tumori invasivi. Il rischio di tumore per i singoli interventi (HR intervento rispetto a controllo) era: 0,76 (95%CI 0,49-1,18) per la vitamina D; 0,70 (0,44-1,09) per gli omega-3; 0,74 (0,48-1,15) per il programma di esercizi. Combinando due interventi l’HR era pari a: 0,53 (0,28-1,00) per vitamina D3 più omega-3; 0,56 (0,30-1,04) per vitamina D3 più programma di esercizi; 0,52 (0,28-0,97) per omega-3 più programma di esercizi. Combinando i tre interventi l’HR era 0,39 (0,18-0,85).

Si tratta di uno studio ben disegnato e con una buona aderenza agli interventi (superiore all’80% per i supplementi e al 60% per l’attività fisica), che soffre però di limiti non trascurabili quando l’endpoint è il cancro, principalmente la bassa numerosità del campione e il breve follow-up. I risultati sono comunque promettenti e gli autori stessi sono i primi ad auspicare che vengano replicati e consolidati con la speranza di potere proporre una strategia semplice ma efficace per la prevenzione dei tumori dell’anziano.