Una nuova tecnica consente di predire accuratamente il rischio di recidiva dei bambini affetti da leucemia

  • Ramos-Muntada M & al.
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Un team di ricerca internazionale ha identificato anomalie cromosomiche che possono predire il rischio di recidiva dei bambini affetti da leucemia. Questo risultato potrebbe aiutare a identificare i pazienti per i quali potrebbe essere necessaria una sorveglianza più intensiva.

Nello studio, pubblicato su Molecular Oncology, il team ha analizzato campioni cellulari di 72 pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta a cellule B (B-LLA) con alta iperdiploidia (high hyperdiploidy B-LLA, HHD-B-LLA) e malattia minima residua dopo il trattamento di induzione al fine di valutare la presenza di copie aggiuntive di 8 cromosomi (X, 4, 6, 10, 14, 17, 18 e 21), nonché i livelli di instabilità cromosomica (chromosomal instability, CIN), definita come la percentuale di clone “maggiore” (percentage of major clone, PMC).

Di questi 72 pazienti, 62 avevano ricevuto una prima diagnosi di HHD-B-LLA e 10 una diagnosi di recidiva. Dieci pazienti sono rimasti liberi da malattia senza recidiva dopo almeno 5 anni di follow-up. Tuttavia, 12 pazienti hanno subito recidiva entro questo lasso di tempo. Il tempo medio alla recidiva è stato di 3,5 anni, con un intervallo di 2–7 anni. Circa il 60% dei pazienti (n=7/12) è deceduto dopo la prima o la seconda recidiva.

Utilizzando l’ibridazione fluorescente in situ (fluorescence in situ hybridization, FISH) interfase sequenziale e l’analisi computazionale dei dati genetici da singola cellula ottenuti da questi campioni, i ricercatori hanno identificato una misura prognostica accessibile che può essere ricavata utilizzando tecniche normalmente disponibili nei laboratori.

Hanno scoperto che tassi più elevati di trisomie cromosomiche specifiche e livelli più bassi di CIN alla diagnosi differivano tra i pazienti affetti da HHD-B-LLA con esiti clinici favorevoli e sfavorevoli.

In particolare, copie aggiuntive dei cromosomi 10 e 18 alla diagnosi sono risultate associate a una buona prognosi. Le analisi univariate e multivariate hanno indicato che livelli più elevati (>40%) di trisomie 18 e 10 sono associati a una maggiore sopravvivenza libera da recidiva (relapse-free survival, RFS; 88% vs. 22%) a 10 anni.

Tuttavia, una bassa variazione clonale è risultata associata a un rischio maggiore di recidiva e a una sopravvivenza peggiore. È stato osservato un tasso di RFS a 5 anni significativamente maggiore nei pazienti con PMC ≤50% (79,8% vs. 33,3%; P=0,0001), a indicare che livelli inferiori di eterogeneità clonale sono un fattore di rischio di recidiva.

I risultati forniscono un pannello cromosomico che può essere ottenuto nell’ambito dei normali test FISH dei pazienti affetti da HHD-B-LLA. Questa tecnica sembra offrire uno strumento prognostico affidabile per l’ulteriore stratificazione dei pazienti alla diagnosi.