Una diagnosi ospedaliera di ematuria merita un follow-up


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Pazienti con una diagnosi ospedaliera di ematuria non sottoposti a cistoscopia entro 3 mesi hanno un rischio più elevato di ricevere una diagnosi di tumore della vescica o del rene a distanza di 1-5 anni.
  • A distanza di un anno dalla diagnosi di ematuria, il rischio di tumori ginecologici e del colon-retto è paragonabile a quello della popolazione generale, mentre quello di tumori ematologici è leggermente superiore.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio si basa sui dati registrati dagli ospedali della Danimarca (raccolti in database nazionali) e sui dati del registro tumori danese.
  • L’analisi ha incluso 134.173 pazienti che hanno avuto una diagnosi di ematuria tra il 1995 e il 2013.
  • Sono stato calcolati il rischio cumulativo di tumore e il rapporto standardizzato di incidenza.
  • Fonti di finanziamento: Lundbeck Foundation, Novo Nordisk Foundation, Danish Cancer Society.

 

Risultati principali

  • Entro 3 mesi dalla diagnosi di ematuria, all’1,9% dei pazienti è stato diagnosticato un tumore invasivo della vescica, allo 0,8% un tumore non invasivo della vescica, allo 0,4% un tumore del rene e all’1,1% un tumore della prostata.
  • L’incidenza cumulativa di cancro a 3 mesi dalla diagnosi di ematuria era pari al 4,81% (IC95% 4,70-4,93), a 1 anno al 6,65% (IC95% 5,51-6,78), a 5 anni al 12,34% (IC95% 12,15-12,53).
  • L’incidenza cumulativa di cancro alla vescica passava dall’1,20% (IC95% 1,11-1,30) a 1 anno all’1,36% (IC95% 1,26-1,46) a 5 anni nelle donne e dal 2,93% (IC95% 2,82-3,05) a 1 anno al 3,31% (IC95% 3,19-3,44) a 5 anni negli uomini.
  • Per il tumore non invasivo della vescica, il rapporto standardizzato di incidenza 1-5 anni dopo la diagnosi di ematuria era 5,39 (IC95% 4,58-6,30) nei pazienti senza cistoscopia e 0,16 (IC95% 0,04-0,42) nei pazienti con cistoscopia effettuata 3 mesi prima o dopo l’ematuria.
  • Per il tumore del rene, il rapporto standardizzato di incidenza 1-5 anni dopo la diagnosi di ematuria era 2,63 (IC95% 2,15-3,18) nei pazienti senza cistoscopia e 1,20 (IC95% 0,87-1,61) nei pazienti con cistoscopia effettuata 3 mesi prima o dopo l’ematuria.
  • Dopo 1 anno, il rischio di tumore ginecologico o del colon-retto era come atteso o più basso, mentre il rischio di neoplasie ematologiche maligne era leggermente più elevato.

 

Limiti dello studio

  • L’analisi si limita ai casi di ematuria con diagnosi ospedaliera (referral bias).
  • È possibile che nel referto sia stato indicato il codice diagnostico dell’ematuria quando non ne era emersa la causa e che non siano stati catturati i casi in cui il medico ha segnato solo il codice diagnostico della patologia preminente.

 

Perché è importante

  • L’ematuria può rappresentare un sintomo di tumore urologico, ma non è chiaro se questo riscontro si associ con un aumentato rischio di tumore a distanza di tempo.
  • Lo studio di popolazione suggerisce che una diagnosi ospedaliera di ematuria può rappresentare un marcatore di aumentato rischio di tumore.
  • Dopo 1-5 anni il rischio di tumori urologici rimane leggermente più alto rispetto alla popolazione generale, anche se l’incidenza cumulativa è bassa.
  • Un follow-up potrebbe essere raccomandabile.