Un supporto nutrizionale personalizzato migliora gli esiti clinici nei pazienti a rischio


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In pazienti ricoverati in ospedale, un intervento nutrizionale individualizzato, precoce e mirato a raggiungere obiettivi calorici e proteici stabiliti è efficace nell’aumentare l’introito calorico e proteico e nel ridurre il rischio di esiti avversi e mortalità entro 30 giorni.
  • Questi dati sottolineano l’importanza di uno screening sistematico del rischio nutrizionale per i pazienti al momento del ricovero, indipendentemente dalle patologie sottostanti.
  • Questo screening dovrebbe essere seguito da una valutazione nutrizionale e da un supporto dietetico personalizzato per i pazienti a rischio.

Descrizione dello studio

  • Lo studio Effect of early nutritional support on Frailty, Functional Outcomes, and Recovery of malnourished medical inpatients Trial (EFFORT) è un trial pragmatico, in aperto e multicentrico.
  • Sono stati reclutati in 8 ospedali svizzeri pazienti a rischio nutrizionale (punteggio nel nutritional risk screening 2002 [NRS 2002] ≥3 punti) e con una lunghezza attesa del ricovero in ospedale superiore a 4 giorni.
  • I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale e in rapporto 1:1 a ricevere un supporto nutrizionale personalizzato seguendo un protocollo preciso per raggiungere obiettivi proteici e calorici (gruppo intervento) o la dieta ospedaliera standard (gruppo controllo).
  • Nel gruppo intervento, gli obiettivi nutrizionali personalizzati sono stati definiti da nutrizionisti e il supporto nutrizionale è iniziato non oltre le 48 ore dal ricovero.
  • I pazienti nel gruppo controllo non hanno ricevuto alcun consulto nutrizionale.
  • L’endpoint primario composito, misurato in tutti i pazienti che avevano completato lo studio, era qualsiasi esito clinico avverso definito come mortalità per tutte le cause, ricovero in terapia intensiva, nuovo ricovero ospedaliero non programmato, complicazioni maggiori e declino dello status funzionale a 30 giorni.
  • Fonte di finanziamento: Swiss National Science Foundation, Research Council del Kantonsspital Aarau.

Risultati principali

  • Dei 5.015 pazienti sottoposti a screening, 2.088 sono stati arruolati e seguiti tra aprile 2014 e febbraio 2018 (1.050 nel gruppo intervento e 1.038 nel gruppo controllo).
  • In totale, 60 pazienti hanno ritirato il consenso nel corso dello studio (35 nel gruppo intervento e 25 nel gruppo controllo).
  • Nel corso della permanenza in ospedale, gli obiettivi calorici sono stati raggiunti dal 79% e quelli proteici dal 76% dei pazienti nel gruppo intervento.
  • Entro 30 giorni, il 23% dei pazienti nel gruppo intervento ha sperimentato un esito clinico avverso, rispetto al 27% dei pazienti nel gruppo controllo (OR aggiustato: 0,79; P=0,023).
  • Sempre entro 30 giorni, si sono verificati 73 (7%) decessi nel gruppo intervento e 100 (10%) nel gruppo controllo (OR aggiustato: 0,65; P=0,011).
  • Non sono emerse differenze tra il gruppo intervento e il gruppo controllo nella proporzione di pazienti che sono andati incontro a effetti avversi legati al supporto nutrizionale (16% vs 14%; OR aggiustato: 1,16; P=0,26).

Limiti dello studio

  • Per alcuni esiti clinici registrati in ospedale non è possibile escludere un bias legato all’osservatore.
  • Non tutti i pazienti hanno raggiunto gli obiettivi calorici e proteici nonostante l’intervento nutrizionale.
  • Il gruppo controllo seguiva la dieta standard degli ospedali svizzeri, non generalizzabile ad altri contesti.
  • Non sono stati calcolati i costi dell’intervento nutrizionale.  

Perché è importante

  • L’anoressia insorge come risposta fisiologica a malattia acuta e predispone i pazienti ricoverati in ospedale a gravi deficit calorici e proteici.
  • Oltre il 30% dei pazienti ospedalieri è a rischio malnutrizione, con importanti conseguenze in termini di esiti clinici.
  • Le raccomandazioni nutrizionali attuali in questi contesti si basano soprattutto su piccoli studi e i dati disponibili sono di scarsa qualità.
  • È importante comprendere l’effetto di interventi nutrizionali personalizzati in questa popolazione di pazienti per migliorare eventualmente gli esiti clinici.