Un sottogruppo di pazienti con melanoma presenta un rischio molto basso di mortalità

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Sebbene il melanoma sia il tumore cutaneo più grave, la maggior parte dei pazienti presenta un’elevata probabilità di sopravvivenza. Nuove ricerche hanno ora identificato un sottogruppo di pazienti con malattia allo stadio iniziale che presenta un rischio molto basso di decesso a causa della malattia.

In una coorte di 11.594 pazienti, il tasso complessivo di decesso per melanoma a 7 anni è risultato del 2,5%, ma il rischio in un sottogruppo pari al 25% dei pazienti è risultato inferiore all’1%.

Per contro, gli autori dello studio hanno anche identificato un piccolo sottogruppo di pazienti ad alto rischio, per i quali il rischio di decesso è superiore al 20%.

Sebbene siano necessari altri dati e i risultati debbano essere confermati in altri studi, potrebbe essere più appropriato usare un termine diverso, come “neoplasia melanocitica a basso potenziale maligno”, che potrebbe aiutare anche a iniziare a risolvere il problema della sovradiagnosi, osservano gli autori.

“Sebbene il tema dei melanomi a rischio molto basso sia stato presentato in occasione di congressi nazionali e internazionali, mancano al momento discussioni formali per definire la classificazione delle ‘neoplasie melanocitiche a basso potenziale maligno’”, afferma il primo autore, Megan M. Eguchi, MPH, del Dipartimento di Medicina dell’Università della California, Los Angeles. “I criteri dovranno essere stabiliti mediante disegni di studio oltre a quelli disponibili utilizzando i dati SEER.”

Sottolinea come attualmente gli autori non propongano alcuna modifica del trattamento di queste lesioni, ma solo un cambiamento della terminologia. “Una diagnosi di neoplasia melanocitica a basso potenziale maligno (melanocytic neoplasm of low malignant potential, “MNLMP”) piuttosto che di “melanoma” potrebbe potenzialmente alleviare il timore dei pazienti in merito alla prognosi e iniziare a risolvere il problema della sovradiagnosi”, dichiara Eguchi.

Benché il melanoma sia considerato il tumore della pelle potenzialmente letale più comune, la prognosi è spesso molto buona per i soggetti con tumori in stadio T1, la categoria di rischio più bassa. Gli autori osservano che è stata utilizzata la modellazione prognostica per predire la sopravvivenza dei pazienti con melanoma e identificare le variabili prognostiche; gli attributi più importanti sono lo spessore di Breslow e l’ulcerazione del tumore primario, che costituiscono la base dell’attuale sistema di stadiazione dell’American Joint Committee on Cancer (AJCC).

Esistono evidenze che l’aumento dell’incidenza di melanoma sia dovuto in parte a sovradiagnosi, ovvero alla diagnosi di lesioni che non provocheranno sintomi o il decesso. Gli autori scrivono che il loro scopo era identificare lesioni attualmente diagnosticate come melanoma, ma che potrebbero non possedere la capacità di metastatizzare, casi che potrebbero potenzialmente rientrare nel fenomeno della sovradiagnosi.

I ricercatori hanno analizzato le informazioni disponibili nel database statunitense Surveillance, Epidemiology, and End Results (SEER) identificando 11.594 pazienti con diagnosi nel 2010 e nel 2011 di un melanoma in stadio I di spessore ≤1,0 mm che non si era diffuso ai linfonodi. Sono stati sviluppati modelli prognostici del rischio di decesso per melanoma di pazienti affetti da melanoma a basso rischio, e successivamente è stata valutata la capacità dei modelli di identificare sottoinsiemi di pazienti a rischio molto basso, con sopravvivenza specifica per il melanoma superiore a quella complessiva per lo stadio T1.

L’età mediana dei pazienti era di 58 anni, lo spessore di Breslow mediano era di 0,45 mm (intervallo interquartile, 0,30–0,65 mm) e al 71% dei pazienti è stato assegnato lo stadio IA. Era presente ulcerazione nel 4% dei casi, il 27% era mitogeno e il 45% era di livello di Clark II; all’interno di questa coorte, 292 pazienti (2,5%) sono deceduti a causa del melanoma entro 7 anni. Nell’insieme di dati di addestramento (training set), 177 pazienti su 7.652 (2,3%) sono deceduti a causa del melanoma entro 7 anni; i numeri sono risultati simili nell’insieme di collaudo (testing set; 115 pazienti su 3.942; 2,9%).

Complessivamente, gli sperimentatori hanno identificato 3 ampi sottogruppi di pazienti che rientravano nella classificazione dello stadio I (“sottile”) secondo la settima edizione AJCC per il melanoma, che presentavano un rischio di decesso pari a circa meno dell’1%. È stato osservato un netto miglioramento rispetto al tasso del campione complessivo. Nel modello più semplice (Modello 1A), i pazienti di età inferiore a 70 anni alla diagnosi con invasione di livello di Clark II sono stati considerati pazienti a rischio molto basso.

Nel Modello 1B è stata utilizzata la stessa classificazione iniziale, ma è stata ulteriormente affinata e limitata ai pazienti di età pari o inferiore a 43 anni o di 44–69 anni con uno spessore di Breslow <0,40 mm. Dopo 10 anni dalla diagnosi, anche questo sottogruppo ha evidenziato un rischio inferiore all’1% di decesso per melanoma. Il modello di regressione logistica (Modello 2) è risultato simile, poiché ha identificato circa il 25% dei pazienti con un rischio previsto di decesso inferiore allo 0,5% includendo età, sesso, mitogenicità, livello di Clark e ulcerazione dei pazienti. Il Modello 2 è stato anche in grado di identificare ulteriormente un piccolo sottogruppo di pazienti senza decessi.

Il modello di regressione logistica è stato inoltre in grado di identificare un sottogruppo molto piccolo di pazienti (0,7% e 0,8%) che presentavano un rischio di decesso superiore al 20%, notevolmente più alto rispetto alla maggior parte dei pazienti con tumori in stadio T1b.

L’articolo è un adattamento dall’originale, scritto da Roxanne Nelson, apparso su Medscape.com, parte di Medscape Professional Network.