Un polo del futuro per il cuore dei pazienti, nascerà al Gemelli di Roma

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Roma, 24 feb. (Adnkronos Salute)() - Un ospedale venuto dal futuro, tutto costruito intorno al cuore dei pazienti e innovativo per tecnologie e struttura, ma soprattutto per il modello organizzativo dell’offerta di cura, unico nel nostro Paese e tra i pochi al mondo. E’ 'Cuore', (acronimo di Cardiovascular Unique Offer EeEngineered), un progetto completamente dedicato alle patologie cardiovascolari, che sorgerà nell’arco dei prossimi tre anni all’interno del campus dell’Università Cattolica-Fondazione policlinico Gemelli Irccs di Roma, grazie alla partnership con Fondazione Roma, uno degli enti più importanti e attivi nel terzo settore, e l’Istituto Toniolo. Il progetto è stato presentato oggi in una conferenza stampa a Roma.

"Il progetto che viene presentato oggi - spiega Emmanuele Francesco Maria Emanuele, presidente onorario della Fondazione Roma, tra gli ispiratori di Cuore - intende realizzare il sogno di ogni medico e di ogni paziente: cure eccellenti, ma sostenibili, tecnologie all’avanguardia, personalizzazione del percorso di presa in carico. Nel Centro che andremo a costruire la competenza e la professionalità dei medici del Policlinico Gemelli, la tecnologia clinica e informativa di ultima generazione e un modello organizzativo basato sul valore del risultato raggiunto per il singolo paziente, formeranno una combinazione straordinaria, che darà vita a una struttura sanitaria unica al mondo, in grado di superare agevolmente tutte le criticità del modello organizzativo tradizionale finora perseguito, nel quale il malato è costretto ad ‘inseguire’ le competenze e le consulenze dei vari specialisti, con una frammentazione del percorso di cura che espone a inappropriatezza, allungamenti dei tempi di diagnosi e cura, mancanza di attenzione ai bisogni del malato".

"Seguendo la tradizione operativa della Fondazione Roma, che ha sempre privilegiato il sostegno a iniziative rivolte ad intercettare un bisogno concreto della collettività e connotate da alto valore innovativo, come nel 1999 l’Hospice per i malati terminali o come il Villaggio residenziale specificamente pensato per i malati di Alzheimer, anche l’Hearth Center - conclude Emanuele - intende proporsi come un sistema organizzato a misura d’uomo, accogliente e fruibile, in cui sarà semplice orientarsi e comunicare. Mio padre che è stato un medico di grande professionalità e sensibilità verso i malati, credo potrà essere orgoglioso di me, di quel figlio che non ha seguito le sue aspettative di perpetuazione della carriera sanitaria, ma che convintamente ha sposato la sua attenzione agli ultimi e che oggi, in qualche modo, adempie anche al suo desiderio che dedicasse le proprie energie al mondo della sanità e della salute".

"'Cuore'’ sarà un centro costruito su misura e intorno alle persone dei pazienti che offrirà non solo assistenza clinica e chirurgica di altissimo livello, ma anche umana condivisione e partecipazione alla sofferenza, rappresentando inoltre una palestra di formazione per tanti specializzandi e giovani medici - afferma Carlo Fratta Pasini, presidente della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs -. Sarà pure un importante centro di ricerca in medicina cardiovascolare, grazie alle expertise che lo popoleranno e ai grandi numeri di pazienti che transiteranno presso gli ambulatori e i reparti di questo centro dalla concezione innovativa".

"Con questo progetto - aggiunge il presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi - si vuole arrivare a costruire un ripensamento gestionale completo, finalizzato al raggiungimento di una offerta di cura personalizzata, che veda al centro la qualità delle cure erogate al paziente e dove le risorse e le competenze siano organizzate in sinergia, misurando il valore complessivo della risposta data ai bisogni complessivi del paziente. Ci tengo a sottolineare, infine, che questo importante e innovativo progetto non sarebbe stato possibile senza il sostegno economico della Fondazione Roma che, pur tuttavia non è mai stata, come avviene da molti anni per tutte le iniziative proprie, soltanto un partner finanziario, ma anche un soggetto attivo, propositivo, collaborativo, sia nella fase prodromica e negoziale, sia in quella progettuale, e per finire, in quella altrettanto importante di monitoraggio e verifica".

Nel modello assistenziale attuale, ricorda Massimo Massetti, direttore del Dipartimento di Scienze cardiovascolari del Gemelli, "il paziente viene curato per ‘prestazioni’ che, come tali, vengono erogate e valorizzate economicamente per curare la malattia cardiaca. Questo sistema, sebbene abbia contribuito negli ultimi decenni a un indiscusso progresso delle cure con competenze specifiche, conducendo ad una medicina ‘super specialistica’, può portare, purtroppo, ad una frammentazione delle cure con il rischio di una perdita dell’efficienza e dell’efficacia curativa; in pratica si cura la malattia ma non il malato. Per questo - sottolinea - abbiamo deciso di progettare una nuova struttura, disegnata su un modello sanitario innovativo, definito value-based, che mette al centro il malato nella qualità delle cure in tutte le fasi del ricovero ospedaliero".