Un nuovo antibiotico si dimostra efficace nelle infezioni multiresistenti del tratto urinario


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Nel trattamento di pazienti con infezioni del tratto urinario causate da batteri Gram-negativi multi-resistenti, tre infusioni al giorno di cefiderocol risultano non-inferiori a imipenem-cilastatina.
  • I risultati dello studio dimostrano l’efficacia e la sicurezza di cefiderocol e pongono le basi per l’invio di una richiesta di approvazione di nuovo farmaco alla US Food and Drug Administration (FDA).

Descrizione dello studio

  • Lo studio multicentrico, in doppio cieco, di fase 2, a gruppi paralleli e di non-inferiorità è stato condotto in 67 ospedali in 15 paesi.
  • Sono stati coinvolti nella ricerca pazienti adulti ricoverati in ospedale con diagnosi di infezione complicata del tratto urinario, con o senza pielonefrite, o pazienti con pielonefrite acuta non complicata.
  • I pazienti sono stati assegnati in rapporto 2:1 a ricevere 2 grammi di cefiderocol (infusioni intravenose di 1 ora) o imipenem-cilastatina (1 g ciascuna) 3 volte al giorno, ogni 8 ore per 7-14 giorni.
  • L’endpoint primario era il composito di esiti clinici e microbiologici al test di cura (7 giorni dopo l’interruzione del trattamento), utilizzato per stabilire la non-inferiorità (margini del 15% e 20%) di cefiderocol versus imipenem-cilastatina.
  • L’analisi primaria di efficacia ha coinvolto una popolazione per intention-to-treat modificata, che includeva tutti i pazienti che avevano ricevuto almeno una dose del trattamento e presentavano un’infezione da uropatogeno Gram-negativo (≥1×105 colony-forming units [CFU]/mL).
  • La sicurezza è stata valutata in tutti i pazienti che avevano ricevuto almeno una dose del trattamento.
  • Fonte di finanziamento: Shionogi & Co Ltd, Shionogi Inc.

Risultati principali

  • In totale, 448 pazienti (n=300 nel gruppo cefiderocol; n=148 nel gruppo imipenem-cilastatina) hanno ricevuto il trattamento di studio.
  • Nell’analisi primaria di efficacia sono stati inclusi i 371 pazienti (n=252 nel gruppo cefiderocol; n=119 nel gruppo) che mostravano un’infezione da uropatogeno Gram-negativo con ≥1×105 CFU/mL..
  • Al test di cura, l’endopoint primario di efficacia è stato raggiunto da 183 (73%) pazienti nel gruppo cefiderocol e 65 (55%) nel gruppo imipenem-cilastatina, con una differenza aggiustata per trattamento pari a 18,58% (p=0,0004), determinando così la non-inferiorità di cefiderocol.
  • Il trattamento con cefiderocol è stato ben tollerato: eventi avversi si sono presentati nel 41% dei pazienti del gruppo cefiderocol e nel 51% di quelli del gruppo imipenem-cilastatina.
  • In entrambi i gruppi, gli eventi avversi più comuni sono stati di tipo gastrointestinale (diarrea, stipsi, nausea, vomito e dolore addominale) e sono stati osservati nel 12% dei pazienti del gruppo cefiderocol e nel 18% di quelli del gruppo imipenem-cilastatina.

Limiti dello studio

  • I pazienti con infezioni resistenti ai carbapenemi sono stati esclusi dallo studio.

Perché è importante

  • I batteri Gram-negativi multiresistenti rappresentano una priorità nella lotta globale alla antibiotico-resistenza.
  • Le infezioni causate da tali batteri sono spesso contratte in ospedale e si associano a una mortalità elevata, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità ha raccomandato di concentrare gli sforzi di ricerca su questi microrganismi.
  • Grazie alle sue caratteristiche, cefiderocol potrebbe rappresentare un nuovo strumento efficace e sicuro contro questi batteri.