Un marcatore gliale predice la malattia di Alzheimer

  • Elena Riboldi
  • Notizie dalla letteratura
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Messaggi chiave

  • In una coorte di oltre 1.000 soggetti che presentavano accumulo di proteina beta-amiloide (Aβ), ma non manifestavano segni di declino cognitivo, la fosforilazione e l’aggregazione della proteina tau sono risultati associati alla positività per un biomarcatore di attivazione degli astrociti.
  • Lo studio, pubblicato su Nature Medicine, suggerisce che la reattività astrocitaria è cruciale nella patogenesi del morbo di Alzheimer (AD).
  • I biomarcatori di attivazione gliale potrebbero essere importanti per la definizione delle fasi dell’AD e per la selezione dei partecipanti ai trial clinici.

 

Perché è importante

  • Non si sa perché alcuni dei soggetti che presentano placche amiloidi sviluppano l’AD e altri no.
  • È noto che l’accumulo di Aβ a livello cerebrale precede la formazione di aggregati di fibrille della proteina tau iperfosforilata, un evento strettamente correlato alla comparsa di sintomi cognitivi, tuttavia, i processi biologici che collegano la patologia Aβ e la patologia tau non sono noti.
  • Studi post-mortem hanno rivelato che la reattività degli astrociti è un’anomalia precoce nell’AD; in più, la letteratura sperimentale ha suggerito che gli astrociti sono coinvolti nella fosforilazione di tau indotta da Aβ e che gli astrociti positivi per la proteina fibrillare acida della glia (GFAP) possano contribuire alla sua propagazione.

 

Come è stato condotto lo studio

  • Sono stati esaminati 1.016 individui non affetti da demenza appartenenti a tre coorti.
  • Studi precedenti hanno indicato che i livelli plasmatici di GFAP correlano con quelli nel liquor e che possono essere usati come proxy di reattività astrocitaria a livello cerebrale.
  • Sulla base dei livelli di GFAP i soggetti sono stati classificati come negativi (Ast-) o positivi (Ast+) per la reattività astrocitaria.
  • Sono state studiate la traiettoria della fosforilazione di tau e, nei soggetti appartenenti alla corte TRIAD (n=147), la distribuzione topografica di tau.

 

Risultati principali

  • I livelli di p-tau181 e p-tau231 aumentavano in funzione di Aβ solo nei soggetti Ast+.
  • Solo nei soggetti Ast+ vi era un’associazione significativa tra burden Aβ e p-tau181 p-tau231.
  • L’associazione tra Aβ e fosforilazione di tau era più forte nel sesso maschile.
  • La PET ha mostrato che il deposito di grovigli neurofibrillari di tau avveniva in funzione dell’accumulo di Aβ solo nei soggetti Ast+.
  • La velocità di accumulo di tau era maggiore in presenza di reattività astrocitaria ed era predetta dal burden Aβ alla baseline esclusivamente nei soggetti Ast+.