Un’insulina orale ha lo stesso profilo di sicurezza e di efficacia dell’insulina sottocutanea


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Messaggi chiave

  • Si mostra, per la prima volta, un profilo di sicurezza e di efficacia nel controllo glicemico simile fra l’insulina orale 338 e la comune insulina sottocutanea IGlar, nei pazienti con diabete di tipo 2 mai trattati con insulina.
  • Nonostante i risultati positivi dello studio la produzione di I338 è stata interrotta perché non commercialmente fattibile, a causa dell’elevate dosi richieste di insulina per la formulazione.

Descrizione dello studio

  • Lo studio parallelo di fase 2 della durata di 8 settimane, randomizzato, a doppio cieco e doppio placebo, a controllo attivo, ha coinvolto 50 pazienti (18-70 anni) con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato con metformina, (sola o in associazione con altri farmaci antidiabetici) e insulino-naive.
  • I pazienti sono stati randomizzati (1:1), stratificati in base alla terapia antidiabetica orale di base, a ricevere una volta al giorno, la mattina a digiuno, per 8 settimane una compressa di insulina 338 più un placebo sottocutaneo, oppure una compressa placebo più un’iniezione sottocutanea di insulina glargine (IGlar).
  • Le dosi di insulina sono state titolate una volta alla settimana allo scopo di raggiungere livelli di glicemia a digiuno (fasting plasma glucose, FPG) di 4,4–7,0 mmol/L.
  • Il dosaggio iniziale giornaliero raccomandato era di 10 U per IGlar e di 2700 nmol per I338 (scelto sulla base dei risultati di uno studio precedente), con dosi massime consentite pari a 60 U per IGlar e 16200 nmol per I338.
  • Fonti di finanziamento: Novo Nordisk.

Risultati principali

  • L'endpoint primario era la misura di FPG alla fine delle 8 settimane di trattamento: FPG diminuiva da 9,7 (SD 2,8) a 7,1 mmol/L (95% CI 6,4-7,8) nel gruppo I338 e da 9,1 (SD 1.7) a 6,8 mmol/L (6,5-7,1) nel gruppo IGlar. La differenza di FGP risultava non significativa tra i gruppi (0,3 mmol/L [da -0,5 a 1,1]; P=0,46).
  • La differenza tra i due gruppi nelle riduzione dei livelli di HbA1c, di fruttosamina e di peptide-C a digiuno non era significativa alla fine del trattamento.
  • Gli effetti avversi, riscontrati rispettivamente nel 60% e nel 68% dei pazienti dei gruppi I338 e IGlar, erano, per la maggior parte, di lieve entità. Casi di ipoglicemia, mai severi, si sono manifesti con una bassa incidenza in entrambi i gruppi (n=7 gruppo I338; n=11 gruppo Iglar).

Limiti dello studio

  • Alcun differenze nei parametri glicemici potrebbero non essere visibili data la dimensione limitata dello studio.
  • Lo studio non è stato pianificato come studio di equivalenza o di non inferiorità con un margine definito.

 

Perché è importante

  • La somministrazione orale dell’insulina migliorerebbe la qualità della vita del paziente.
  • Essendo assorbita attraverso la vena porta direttamente al fegato, riuscirebbe a mimare più efficacemente la secrezione pancreatica, riducendo così gli effetti avversi tipici della formulazione sottocutanea, l'ipoglicemia e l’aumento del peso corporeo.