Un’infezione da enterovirus nell’infanzia potrebbe scatenare la celiachia


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In uno studio longitudinale condotto su soggetti geneticamente predisposti, una frequenza più alta di infezioni da enterovirus durante l’infanzia è risultata associata con un aumentato rischio di sviluppare la celiachia.
  • Al contrario, non è stata riscontrata un’associazione tra infezioni da adenovirus e celiachia.

 

Descrizione dello studio

  • Si tratta di uno studio caso-controllo “nested”; la coorte in cui è innestato comprende 46.939 bambini nati in Norvegia nel periodo 2001-2007 per cui è stata accertata la predisposizione genetica per la celiachia (genotipo DR4-DQ8/DR3-DQ2).
  • I 912 bambini con questo genotipo sono stati sottoposti mensilmente tra i 3 e i 36 mesi a prelievi di campioni di feci; le feci sono state testate per la presenza di adenovirus e adenovirus.
  • La presenza di anticorpi specifici per la celiachia è stata testata su campioni di sangue prelevati a 3, 6, 9, 12 mesi e poi annualmente.
  • Nel 2014-2017 i soggetti non persi al follow-up (n=512) sono stati invitati a sottoporsi allo screening per la celiachia; 220 soggetti hanno accettato e sono stati inclusi nello studio.
  • Usando modelli di regressione a effetti misti è stata valutata l’associazione tra le infezioni virali prima della comparsa dei marker sierologici di celiachia e la malattia.
  • Fonti di finanziamento: Research Council of Norway, Norwegian Coeliac Society.

 

Risultati principali

  • A 25 dei 220 partecipanti è stata diagnosticata la celiachia; per ognuno di loro sono stati selezionati 2 controlli.
  • Nei casi e non nei controlli, la presenza di enterovirus era significativamente più alta nei campioni di feci raccolti prima della comparsa degli anticorpi specifici per la celiachia (adjOR 1,49; IC95% 1,07-2,06).
  • Il rischio era più alto in caso di viremie più elevate (>100.000 copie/microlitro; adjOR 2,11; IC95% 1,24-3,60; P=0,01) e infezioni più durature (>2 mesi; adjOR 2,16; 1,16-4,04; P=0,02).
  • L’associazione con la celiachia era presente sia per l’enterovirus A che per l’Enterovirus B.
  • L’associazione non era presente in caso di infezioni contratte durante (tra l’ultimo test sierologico negativo e il primo positivo) o dopo la comparsa della malattia.
  • Non è stata trovata nessuna associazione tra infezione da adenovirus e celiachia.

 

Limiti dello studio

  • Il follow-up era di 10 anni, alcuni pazienti possono avere sviluppato la malattia più tardi; il numero di pazienti inclusi nello studio è limitato.

 

Perché è importante

  • Le cause scatenanti della celiachia nei soggetti geneticamente predisposti non sono note.
  • Studi in modelli animali hanno proposto che a fare da stimolo possano essere le infezioni virali.
  • I risultati andranno confermati in studi più ampi; se l’infezione da enterovirus si confermasse un fattore stimolante la malattia, l’introduzione di vaccini contro questi virus potrebbe ridurre il rischio di celiachia.