Un database globale sul consumo di sigarette mostra le tendenze nei diversi Paesi nel tempo


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Messaggi chiave

  • È stato costruito e reso disponibile online un database con informazioni sul consumo di sigarette validato per 71 Paesi (che rappresentano il 95% del consumo mondiale e l’85% della popolazione) da cui emergono differenze nelle abitudini e nelle tendenze (in calo negli Stati Uniti e in Giappone, in aumento in Cina e Indonesia).  

  • L'attuale serie di dati, disponibili in un database online, rappresenta meglio le variazioni da un anno all’altro, rispetto alle stime modellate dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME).

Descrizione dello studio

  • È stata condotta una raccolta sistematica di dati sul consumo di sigarette (produzione, commercio e vendita) di 214 paesi tramite agenzie statistiche nazionali, governo, esperti in materia.
  • I dati, valutati da almeno due ricercatori (con maggior peso alle fonti di governo), sono stati standardizzati in unità di sigarette consumate all'anno in ciascun paese.
  • Dati e metadati sono stati resi disponibili gratuitamente in un sito: https://dataverse.scholarsportal.info/dataverse/iccd
  • Fonti di finanziamento: Canadian Institutes of Health Research e altri enti internazionali.

Risultati principali

  • Sono stati identificati i dati completi o convalidati dal 1970 al 2015 di 71 paesi, che rappresentano più del 95% del consumo di sigarette globale e l’85% della popolazione mondiale.
  • Il consumo pro-capite di sigarette è diminuito nella maggior parte dei paesi, ma le tendenze nel consumo specifico per paese sono state molto variabili.
  • La Cina è stato il paese con il più alto consumo nel 2013 (2,5 milioni di tonnellate [MT]), rispetto ai 40 Paesi a maggior consumo messi insieme (ad esempio: Russia 0,36 MT, Stati Uniti 0,28 MT, Indonesia 0,28 MT, Giappone 0,20 MT).
  • Il consumo, rispetto al decennio precedente, è diminuito in Giappone e Stati Uniti (riduzione superiore a 0,1 MT), stabilizzato in Russia e aumentato in Cina e Indonesia (di 0,75 MT e 0,1 MT, rispettivamente).
  • I dati hanno generalmente concordato nei livelli e nell’andamento con quelli modellati dell’IHME, ma non appianano le discontinuità rispetto all’anno precedente rendendo possibile la valutazione dell’impatto quasi-sperimentale.

Limiti dello studio

  • Difficoltà nel verificare i dati di paesi con basso consumo di sigarette.
  • Non è stato possibile quantificare i flussi internazionali illeciti.
  • Sigarette elettroniche e differenti forme e prodotti di tabacco non sono inclusi.
  • L’affidabilità delle stime è specifica per ogni paese.

Perché è importante

  • I dati sul consumo di sigarette sono spesso disaggregati e detenuti privatamente dalle società, mentre gli unici a libero accesso sono quelli dell'IHME su 127 nazioni dal 1980 al 2012.
  • Questo processo sarà importante per la valutazione di interventi di controllo del tabacco, come il Framework Convention on Tobacco Control dell’OMS, e potrà contribuire agli sforzi per combatterne la diffusione globale.