Ulss 6, prelievo multiorgano da bisnonna 93enne salva 2 persone


  • Adnkronos Salute
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Padova, 18 dic. (AdnKronos Salute) - Madre di cinque figli, nonna di nove nipoti, bisnonna di due pronipoti, Elena (nome di fantasia) a 93 anni ha donato gli organi. Il fegato e i due reni sono stati prelevati, giudicati idonei al trapianto e innestati con successo, salvando la vita a due pazienti in lista d'attesa. Ne dà notizia la Ulss 6 Euganea. Quello di bisnonna Elena, nata e residente nel Padovano, è uno dei gesti da ricordare nel 2019 - segnala l'azienda sanitaria - da parte di un'anziana nata subito dopo la Grande Guerra, cresciuta durante il secondo conflitto mondiale, divisa tra il lavoro da casalinga e una famiglia diventata sempre più grande.

Venuta a mancare improvvisamente a 93 anni per emorragia cerebrale dopo una vita di bontà, dedizione e altruismo, sono stati proprio i cinque figli ad acconsentire, compatti, alla donazione. "La donna era sempre stata in salute e i suoi organi, in buono stato, potevano permettere ad altri di continuare a vivere. E così è stato", continua l'Ulss 6. Il prelievo di fegato e reni è avvenuto all'Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice, quindi si è proceduto ai trapianti, su due persone distinte che hanno ricevuto una il fegato, l'altra la coppia di reni, in altri ospedali d'Italia.

"Quando i medici ci hanno ventilato l'ipotesi della donazione, noi familiari non abbiamo avuto dubbi - spiega uno dei figli, sensibile all'argomento anche perché iscritto all'Aido (Associazione italiana donatori d'organi) da 35 anni - Mia madre è sempre stata una persona accogliente, che faceva beneficenza, molto religiosa, una persona che 'teneva la porta aperta'. Ci è parso di fare la sua volontà, anche i nipoti sono stati contentissimi di questa scelta. Mia madre era di un'altra epoca, ma la generosità è senza tempo: la donazione è sempre il miglior modo per onorare la vita".

Nonostante l'età Elena era autonoma e viveva da sola. "Per noi è stato un gesto bellissimo, di cui andiamo orgogliosi. In Ospedale a Monselice - prosegue il figlio - abbiamo trovato persone speciali, straordinarie, molto in gamba e molto umane. Persone che, con la loro sensibilità, contribuiscono a fare miracoli".

"Ci sono dei 'sì' rivoluzionari capaci di capovolgere destini. E' a uno di questi 'sì' che rendiamo onore - commenta il direttore generale dell'Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta - perché donare gli organi e i tessuti, anche da grandi anziani, significa realmente salvare vite umane o alleviare gravi sofferenze: il trapianto, e lo dico da medico prima che da direttore generale, rappresenta l'unica vera cura per un numero crescente di patologie che intaccano la funzionalità degli organi e che non rispondono più alle terapie tradizionali. E' necessario quindi che aumenti sempre più il numero degli organi donati e crescano la sensibilità e la cultura del dono".