Tumori pediatrici, occhio alla bocca

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Elena Riboldi (Agenzia Zoe)

 

Di fronte a una diagnosi di cancro gli altri problemi di salute appaiono marginali e passano in secondo piano. Superato il momento cruciale per la sopravvivenza è però necessario prenderli in carico, pena conseguenze a lungo termine che finiscono col danneggiare la qualità di vita del cancer survivor. È questo il caso dei problemi odontoiatrici, come evidenziato da uno studio italiano che ha analizzato gli effetti dei trattamenti antitumorali sulla salute dentale e orale di bambini in remissione da un tumore maligno. Rispetto ai coetanei senza diagnosi di tumore, questi bambini hanno una più alta prevalenza di anomalie dello sviluppo dentale, difetti dello smalto e carie. Il percorso assistenziale dovrebbe perciò includere una visita odontoiatrica e un attento follow-up della salute orale.

Un gruppo di ricerca dell’Università di Torino ha preso in esame 52 bambini che avevano ricevuto una diagnosi di cancro prima dei 10 anni di età e che erano in remissione da almeno due anni e altrettanti controlli che concordavano per sesso e per età. Tutti i partecipanti sono stati esaminati per carie dentali, difetti dello smalto, anomalie dentali ed età dentale.

Il grado di anomalie nella dentizione permanente (es. microdonzia, agenesia dentale, radici corte e fragili) era maggiore nei pazienti oncologici rispetto ai controlli; ciò era particolarmente vero per i pazienti sottoposti a trattamenti nei primi 5 anni di vita e per quelli che erano stati sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche o di midollo. Anche i difetti dello smalto e le carie erano più comuni tra i pazienti con una diagnosi di cancro che non tra i controlli. Di fatto i pazienti oncologici avevano un’età dentale superiore i quasi un anno rispetto ai coetanei sani.

“Gli effetti sui denti possono compromettere la funzionalità, l’estetica e la qualità di vita – sottolineano gli autori della ricerca, pubblicata sullo European Journal of Paediatric Dentistry, suggerendo poi come intervenire – Andrebbe sempre effettuata una visita dentistica prima di iniziare il trattamento antitumorale per identificare precocemente e trattare le carie e per educare i genitori/caregiver a supportare i bambini nelle manovre di igiene orale e a seguire una dieta non cariogena”. La carie è infatti favorita dal fatto che a causa delle mucositi e della disgeusia causate da chemioterapia e radioterapia i pazienti privilegiano l’assunzione di zuccheri e di cibi molli che sono più cariogeni; in più, la xerostomia e il vomito conseguenti alle terapie alterano la flora orale, favorendone una maggiormente cariogena.

“Durante e dopo la terapia oncologica è importante fissare un rigoroso programma di follow-up che includa trattamenti dentali preventivi (es. sigillatura dei denti, applicazioni di fluoro, regimi di cure dentali) e esami radiologici (panoramica e radiografia endorale) per identificare le anomalie dello sviluppo dentale e le carie – raccomandano gli autori dello studio, che concludono – Il mantenimento di una buona salute dentale e orale migliorerà la qualità della vita di questi pazienti in crescita considerato che gli effetti delle terapie antitumorali sulla dentizione sono permanenti”.