Tumori mammari: uno studio esclude un legame tra inibitori dell’aromatasi e fratture

  • Leslie WD & al.
  • Oncologist
  • 10/07/2019

  • Miriam Davis, PhD
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • Secondo uno studio di coorte basato su un registro canadese, la terapia con inibitori dell’aromatasi (aromatase inhibitor, AI) per tumori mammari (breast cancer, BCa) non è associata a un maggior rischio di fratture.

Perché è importante

  • Sebbene i risultati potrebbero essere ridimensionati dall’indice di massa corporea (IMC) e dalla densità minerale ossea (bone mineral density, BMD) basali più elevati, nonché dalla prevalenza inferiore di pregresse fratture delle donne trattate con AI, lo studio mette in discussione la convinzione comune che tutte le donne che iniziano la terapia con AI sono ad alto rischio di fratture.

Disegno dello studio

  • Coorte di popolazione, basata su un registro (n=36.996) di donne iscritte in un registro dell’IMC di Manitoba, Canada.
  • Le donne di età ≥40 anni sono state suddivise in 3 gruppi mutualmente esclusivi:
    • BCa con ≥12 mesi di terapia con AI (n=1.775);
    • BCa senza terapia con AI (n=1.016);
    • popolazione generale (n=34.205).
  • Le partecipanti sono state collegate alle dimissioni dall’ospedale e alle richieste di rimborso dei medici.
  • Finanziamento: nessuno rivelato.

Risultati principali

  • Al basale, il gruppo trattato con AI presentava un IM maggiore, un IMC maggiore, una prevalenza inferiore di osteoporosi e meno fratture rispetto agli altri 2 gruppi (tutti P
  • Esposizione totale mediana agli AI di 4,2 anni.
  • Nell’analisi corretta il gruppo trattato con AI ha evidenziato rischi simili alla popolazione generale di:
    • frattura osteoporotica maggiore (anca, avambraccio, omero e frattura clinica della colonna vertebrale; HR: 1,15; IC 95%: 0,93–1,42);
    • frattura dell’anca (HR: 0,90; IC 95%: 0,56–1,43);
    • qualsiasi frattura (HR: 1,06; IC 95%: 0,88–1,28).

Limiti

  • Disegno osservazionale.