Tumori, Ieo e Monzino insieme per liberare il cuore dal cancro


  • Adnkronos Salute
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Milano, 18 mar. (AdnKronos Salute) - Operare un cuore infiltrato dal cancro del polmone "non solo è possibile", ma l'intervento "è efficace e in alcuni casi risolutivo". Parola di Lorenzo Spaggiari, direttore del Programma Polmone all'Istituto europeo di oncologia (Ieo), e di Francesco Alamanni, direttore del Programma di Chirurgia cardiovascolare al Centro cardiologico Monzino (Ccm), che insieme danno vita a Milano alla prima Unità funzionale di Chirurgia cardiotoracica oncologica attivata tra due Irccs. Una realtà dedicata ai tumori maligni polmonari o mediastinici avanzati - spiegano da Ieo e Ccm - dando "continuità, anche organizzativa, alle attività di chirurgia combinata intraprese da più di 15 anni tra i due Istituti" cresciuti sotto l'ala di Umberto Veronesi.

"La novità - precisa Spaggiari - è che allo Ieo gli interventi al cuore per rimuovere l'infiltrazione di un tumore polmonare non sono più eccezioni, ma una routine basata su solide basi scientifiche e un'esperienza clinica di molti anni su numerosi casi. Già nel 2005 abbiamo pubblicato su 'Annals of Thoracic Surgery' una ricerca che dimostrava su 15 pazienti dai 35 ai 74 anni che la pneumonectomia per tumore polmonare con resezione parziale dell'atrio sinistro, senza bypass cardiopolmonare, è una procedura efficace con un basso tasso di effetti collaterali e mortalità postoperatoria uguale a zero. Alla fine dello studio, durato 7 anni, il 60% dei pazienti, cioè 9, erano vivi e in 8 non vi era traccia di malattia nel cuore; gli altri sono mancati a causa di metastasi in altre sedi".

"Oggi - prosegue - grazie all'evoluzione delle tecniche chirurgiche e anestesiologiche e all'avvento di farmaci che hanno migliorato la selezione dei pazienti, i nostri risultati sono ancora migliori: non solo i tumori del polmone localmente avanzati al cuore, ma anche tumori mediastinici e timomi con interessamento cardiaco possono beneficiare di queste metodiche innovative multidisciplinari". Non solo. Utilizzando la macchina cuore-polmoni Ecmo, "oggi è possibile operare a cuore battente pazienti su polmone unico dopo un pregresso intervento di pneumonectomia per cancro, pneumonectomie allargate alla carena tracheale e così via", aggiunge Spaggiari. Conferma Alamanni: "Il cuore non è più un ostacolo alla radicalità della chirurgia oncologica".

"Comunemente un cuore infiltrato da un tumore è considerato a priori un limite tecnico oltre il quale il chirurgo non può andare - sottolinea lo specialista del Monzino - e così purtroppo molte infiltrazioni neoplastiche e/o metastasi al cuore non vengono trattate. Tuttavia le possibilità di resezione e ricostruzione del cuore sono in continua evoluzione, e sempre più di frequente il cardiochirurgo non ha problemi a rimuovere il tumore dal cuore. Nella nostra esperienza abbiamo trattato infiltrazioni neoplastiche a vene polmonari, atrio sinistro, vena cava e atrio destro, aorta e arteria polmonare e anche metastasi al ventricolo sinistro. E' l'oncologo che ci indica quanto dobbiamo 'osare', a seconda di quanto la radicalità chirurgica sul polmone e sul cuore incide sulla prognosi del paziente".

"In altri termini - chiarisce Alamanni - se la neoplasia è limitata all'infiltrazione e/o a piccole metastasi sul cuore, e non sono coinvolti altri organi, l'oncologo può dare il via libera a procedure chirurgiche anche complesse, a fronte di un sostanziale miglioramento della prognosi". Si tratta quindi di "un approccio focalizzato sul paziente" e personalizzato. "Mettendo insieme cardiochirurghi, cardiologi, chirurghi toracici e oncologi, abbiamo creato un team di Chirurgia oncologica di precisione anche in questo ambito di frontiera".

Oltre che dalla "crescente richiesta di interventi combinati", evidenzia una nota, l'idea di creare un'Unità funzionale di chirurgia cardiotoracica oncologica "unica nel suo genere in Italia" nasce anche dalla "favorevole situazione del gruppo Ieo-Monzino, dove sono presenti la prima Chirurgia toracica per numero di interventi in Italia secondo gli ultimi dati Agenas, e la Cardiochirurgia del più grande ospedale monotematico cardiologico d'Europa. La nuova Unità verrà supportata da tutte le facilities già presenti nel gruppo".