Tumori delle vie biliari: i benefici della chemioterapia adiuvante sono modesti


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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I pazienti con tumori delle vie biliari che vengono sottoposti a chemioterapia dopo resezione chirurgica ottengono benefici modesti in termini di sopravvivenza libera da recidiva. La sopravvivenza complessiva non migliora e i pazienti vanno incontro a un aumento sostanziale degli eventi avversi. Sono questi i risultati della metanalisi di 3 studi clinici randomizzati di fase 3 appena pubblicata sulla rivista Critical Reviews in Oncology /Hematology da un gruppo di oncologi italiani.

Confrontando gli esiti di 435 pazienti con tumori delle vie biliari assegnati alla chemioterapia adiuvante (ACT) e di 431 pazienti assegnati alla sorveglianza attiva, gli autori della metanalisi hanno riscontrato che l’ACT riduceva del 17% la probabilità di recidiva (HR 0,83), ma non variava in modo significativo la sopravvivenza (HR 0,91). Nell’analisi dei sottogruppi, la sopravvivenza non migliorava né nei pazienti con linfonodi positivi né nei pazienti con margine chirurgico positivo. Per quanto riguardava la sicurezza del trattamento adiuvante, il 42% dei pazienti sottoposti ad ACT, contro il 14% dei pazienti sottoposti al solo intervento di resezione, aveva manifestato eventi avversi di grado 3-4. Il rischio di sviluppare eventi avversi gravi era quindi 3 volte più alto con l’ACT (RR 3,03).

Negli studi inclusi nella metanalisi erano stati usati 3 diversi regimi chemioterapici: capecitabina (BILCAP), gemcitabina e oxaliplatino (PRODIGE12-ACCORD18) e gemcitabina da sola (BCAP). Uno studio randomizzato in cui si utilizzano gemcitabina e cisplatino come ACT per i pazienti con tumori delle vie biliari resecati (ACTICCA-1) è tuttora in corso. “La maggior parte delle linee guida internazionali non definisce un regime ottimale per la chemioterapia adiuvante – sottolinea Carlo Messina, dirigente medico del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, corresponding author dell’articolo – proprio a causa del basso livello di evidenze”. Considerando i limitati benefici e le tossicità legate al trattamento che emergono dalla metanalisi, il ruolo dell’ACT nei tumori delle vie biliari resta quindi controverso.