Tumori del tratto gastrointestinale, a che punto sono gli screening?

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Ricerca e politica possono fare molto per ridurre il fardello dei tumori dell’apparato digerente, la principale causa di mortalità per cancro in Europa, è questo il messaggio di un position paper pubblicato sullo United European Gastroenterology Journal da un gruppo di gastroenterologi europei.

Complessivamente i tumori dello stomaco, del fegato, del pancreas e del colon-retto causano nel nostro continente oltre 350.000 decessi ogni anno. Una quota significativa di questi decessi potrebbe essere evitata anche grazie agli screening. L’articolo sintetizza le evidenze disponibili e le aree di intervento per ognuno di questi tumori.

Per quanto riguarda il tumore allo stomaco, la conoscenza dell’eziologia più frequente deve diventare il punto di forza della strategia preventiva. Circa il 90% di tutti i casi di tumore gastrico sono infatti legati all’infezione da Helicobacter pylori e, secondo una recente ricerca, eradicando l’H. pylori negli individui sani si ottiene una riduzione del 40% nella mortalità. Gli autori propongono quindi uno screening di popolazione per l’infezione da H. pylori nei Paesi con più alta incidenza di tumore gastrico (paesi dell’Est Europa, Portogallo e Slovenia), screening che negli altri Paesi potrebbe essere limitato ai soggetti considerati ad alto rischio di tumore gastrico. Andrebbe anche valutata la possibilità di combinare questo screening con quello per il tumore del colon-retto.

Per il tumore del colon-retto esistono già programmi di screening oncologico che, attraverso la diagnosi precoce, migliorano le probabilità di sopravvivenza. “La varietà dei test di screening, i loro costi e l’impatto che questi test hanno sui pazienti rendono tuttavia l’accertamento difficile a livello europeo – scrivono gli autori del position paper, ricordando che la partecipazione ai programmi di screening è subottimale – Andrebbero incoraggiati algoritmi di rischio basati su età, sesso, rischio genetico e stili di vita per consentire in futuro uno screening per il tumore del colon-retto personalizzato”.

La malattia epatica cronica, su cui insorge solitamente il tumore del fegato, è quasi sempre causata da epatiti virali, steatosi epatica non alcolica o abuso di alcol. I pazienti con uno o più di questi fattori di rischio sono conseguentemente quelli per cui va valutato lo screening per il tumore epatico. In aggiunta, secondo gli autori dell’articolo, l’identificazione precoce del tumore del fegato potrebbe essere favorita da uno screening per la cirrosi epatica.

Nel caso del tumore del pancreas manca una definizione di soggetto ad alto rischio. Non solo, c’è poca certezza anche riguardo allo strumento di screening più appropriato. “A differenza di altri tumori, la maggior parte dei tumori del pancreas ha origine da lesioni molto piccole che le attuali tecniche di imaging non riescono a individuare – spiegano gli autori – Quindi, per lo screening sarebbero importanti biomarcatori predittivi della presenza di lesioni pre-maligne o di neoplasie maligne in stadio iniziale, idealmente ottenuti mediante procedure non invasive”. Un compito per i ricercatori, assieme a quello di scoprire marcatori predittivi dei soggetti che trarrebbero maggiori benefici da uno screening sistematico.