Tumori, 33 Breast Unit in Lombardia, ok Giunta a criteri rete cancro seno


  • Adnkronos Salute
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Milano, 19 feb. (AdnKronos Salute) - Sono in tutto 33 le Breast Unit autorizzate della rete lombarda per la cura del cancro al seno. Centri che rispondono a precisi criteri, da oggi messi nero su bianco in una delibera varata dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore al Welfare Giulio Gallera. "Il carcinoma mammario da qui in avanti in Lombardia sarà curato in centri di assoluta eccellenza che si prendano cura della donna in tutte le fasi della malattia, dalla diagnosi alla riabilitazione psicofunzionale", assicura l'assessore. "Si tratta di un'evoluzione strutturale del nostro sistema - precisa - che recepisce non solo le indicazioni legislative, ma soprattutto le evidenze della comunità scientifica, mettendo in rete le migliori competenze e professionalità a beneficio della donna nella sua totalità".

Il riconoscimento delle Breast Unit è una tappa molto sentita dalle associazioni che si occupano di tumore al seno, come Europa Donna, la 'lobby rosa' nata sotto l'ala dell'oncologo Umberto Veronesi che si è battuta a lungo in Ue su questo fronte. La delibera che norma il funzionamento e la qualificazione dei centri di senologia in Lombardia si inserisce in questo contesto. "La letteratura scientifica conferma che la diagnosi precoce sia l'azione più efficace nella lotta contro il tumore alla mammella e come i migliori risultati in termini di sopravvivenza, adeguatezza delle cure per stadio di malattia e qualità di vita siano direttamente proporzionali al numero di casi trattati per centro di cura", spiega l'assessore.

"Il provvedimento regionale - continua Gallera - stabilisci i parametri in base ai quali l'eccellenza sia il filo conduttore della pratica quotidiana, definendo nel dettaglio il funzionamento delle Breast Unit che sono team coordinati e multidisciplinari chiamati a garantire quel livello di specializzazione, dalle fasi di screening sino alla gestione della riabilitazione, in grado di aumentare la qualità delle prestazioni e della vita delle pazienti".

In Lombardia queste unità specializzate possono essere di presidio, aziendali e interaziendali, e sono formalmente autorizzate dall'Ats di riferimento, sentita la Direzione generale Welfare. I Centri di senologia lombardi, pubblici e privati accreditati e a contratto, per appartenere alla rete regionale 'Breast Units Network', devono quindi: garantire elevati livelli di qualità di cura e operare con team multidisciplinari e multiprofessionali; garantire adeguati volumi di attività e, in particolare, assicurare 150 interventi al seno (con un range del 10%) o, nel caso di volume di attività inferiore, ottenere dall'Ats l'approvazione di un progetto operativo di attivazione/potenziamento di una Breast Unit interpresidio o interaziendale; assicurare una numerosità di interventi per singolo chirurgo senologo di almeno 50 l'anno. E ancora: i centri devono erogare percorsi di presa in carico dei pazienti secondo i criteri di qualità definiti nel sistema di monitoraggio regionale, con particolare attenzione al rispetto dei tempi che devono intercorrere tra il sospetto diagnostico, la conferma diagnostica e l'inizio del trattamento.

Il tumore al seno - ricorda la Regione in una nota - è al primo posto per incidenza sia tra le donne sotto i 49 anni (40%), sia nella classe d'età 50-69 anni (35%), sia fra le over 70 (22%). Ed è responsabile del 28% delle morti per causa oncologica prima dei 50 anni, del 20% tra i 50 e i 69 anni e del 14% dopo i 70. La diagnosi precoce e un trattamento il più mirato possibile incidono sul percorso di ciascuna paziente.

Le 33 Breast Unit lombarde sono: Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, Asst di Monza, Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Asst dei Sette Laghi, Asst di Lecco, Asst di Mantova, Asst Ovest Milanese, Asst della Valle Olona, Asst di Cremona, Asst Fatebenefratelli-Sacco, Fondazione Irccs Policlinico di Milano, Asst di Bergamo Est, Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, Asst di Vimercate, Asst di Lodi, Asst Nord Milano, Asst Lariana, Asst Bergamo Ovest, Asst Rhodense, Asst Crema, Asst Grande ospedale metropolitano Niguarda di Milano, Asst della Valtellina e dell'Alto Lario, Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, Istituto clinico Humanitas di Rozzano, Poliambulanza di Brescia, Maugeri di Pavia, San Raffaele di Milano, Istituti ospedalieri bresciani, Humanitas Gavazzeni di Bergamo e Mater Domini di Castellanza (Varese), ospedale Valduce di Como, ospedale Città di Monza, Irccs Multimedica.

Nel corso del 2019 hanno ricevuto parere favorevole dalle Ats i progetti di attivazione e potenziamento di Breast Unit interaziendali di Irccs San Matteo e Asst di Pavia; Asst Spedali Civili di Brescia e Asst Valcamonica; Asst Franciacorta e Asst Garda; Asst Melegnano e della Martesana e Policlinico San Donato. Queste Breast Unit interaziendali hanno un unico e omogeneo percorso di presa in carico dei pazienti con il riconoscimento di una équipe multidisciplinare che fa riferimento per l'attività specifica a un unico responsabile.