Tumore vescicale: l’uso di inibitori della pompa protonica con pembrolizumab riduce la sopravvivenza

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Conclusioni

  • L’uso di inibitori della pompa protonica (proton pump inhibitor, PPI) è associato a una peggiore sopravvivenza dei pazienti affetti da carcinoma uroteliale (urothelial carcinoma, UC) metastatico trattati con pembrolizumab.
  • L’effetto dei PPI sulla sopravvivenza diminuisce significativamente con l’età e aumenta nei pazienti di sesso maschile.

Perché è importante

  • L’associazione tra uso di PPI ed efficacia degli inibitori del checkpoint immunitario potrebbe riguardare anche pazienti affetti da altri tumori.

Disegno dello studio

  • Studio di 227 pazienti affetti da UC metastatico trattato con platino, trattati con pembrolizumab.
  • La misura di esito primaria era la sopravvivenza complessiva (overall survival, OS).
  • Finanziamento: nessuno rivelato.

Risultati principali

  • Il follow-up mediano è stato di 12,8 mesi.
  • Il 37,9% dei pazienti faceva uso di PPI.
  • L’uso di PPI è risultato associato in modo significativo a OS (HR=2,02; P=0,003) e sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) immuno-correlata (HR=1,70; P=0,001) più brevi.
  • L’effetto dei PPI è diminuito significativamente con l’età (HR=0,97; IC 95%, 0,93–1,00; P per l’interazione=0,048) ed è aumentato nei pazienti di sesso maschile (HR=2,97; P per l’interazione=0,032).
  • Il 19,4% dei pazienti ha sviluppato tossicità correlate al trattamento.

Limiti

  • Studio retrospettivo.