Tumore vescicale: la terapia di mantenimento di prima linea con avelumab prolunga la sopravvivenza

  • Powles T & al.
  • N Engl J Med
  • 24/09/2020

  • Deepa Koli
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • L’aggiunta della terapia di mantenimento con avelumab alla migliore terapia di supporto prolunga significativamente la sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) dei pazienti con tumore uroteliale che non subiscono progressione durante la chemioterapia di prima linea.
  • Avelumab ottiene un beneficio in termini di sopravvivenza significativo nei pazienti con tumori positivi per il ligando 1 della proteina di morte cellulare programmata (programmed death-ligand 1, PD-L1).

Perché è importante

  • La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato la terapia di mantenimento con avelumab sulla base di questi risultati.

Disegno dello studio

  • Studio di fase 3 JAVELIN Bladder 100.
  • 700 pazienti con un tumore uroteliale localmente avanzato/metastatico, non resecabile che non avevano subito progressione durante la chemioterapia di prima linea sono stati assegnati casualmente a ricevere le migliori cure di supporto (gruppo di controllo) da sole o con l’aggiunta a terapia di mantenimento con avelumab.
  • Finanziamento: Pfizer; Merck (Darmstadt, Germania).

Risultati principali

  • Il follow-up mediano era >19 mesi in entrambi i gruppi.
  • Nella popolazione complessiva, rispetto al gruppo di controllo, avelumab ha determinato un miglioramento significativo:
    • del tasso di OS a 1 anno,
      • 71,3% rispetto a 58,4%;
    • dell’OS mediana,
      • 21,4 rispetto a 14,3 mesi;
      • HR=0,69 (P=0,001);
    • della sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) mediana,
      • 3,7 rispetto a 2,0 mesi;
      • HR=0,62 (IC 95%, 0,52-0,75).
  • Nei pazienti con, rispetto a senza, malattia PD-L1-positiva, avelumab ha prolungato significativamente:
    • il tasso di OS a 1 anno,
      • 79,1% rispetto a 60,4%;
      • HR=0,56 (P
    • la PFS mediana,
      • 5,7 rispetto a 2,1 mesi;
      • HR=0,56 (IC 95% 0,43­­-0,73).
  • Non è stato osservato alcun beneficio in termini di OS nei pazienti con tumori PD-L1-negativi (HR=0,85; IC 95%, 0,62-1,18).
  • Il tasso di eventi avversi di grado 3 era del 47,4% con avelumab rispetto al 25,2% nei controlli.

Limiti

  • Studio in aperto.