Tumore renale: la crioablazione è legata a una mortalità tumore-specifica maggiore nella malattia in stadio pT1

  • Pecoraro A & al.
  • J Urol
  • 26/07/2019

  • Deepa Koli
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • La crioablazione è associata a un rischio di mortalità tumore-specifica (cancer-specific mortality, CSM) 2,5 volte maggiore nei pazienti con carcinoma a cellule renali (renal cell carcinoma, RCC) in stadio pT1 rispetto alla nefrectomia parziale (partial nephrectomy, PN).

Perché è importante

  • Le linee guida non raccomandano la crioablazione nei pazienti con RCC in stadio T1b.
  • I risultati suggeriscono che, se possibile, ai pazienti deve essere offerta PN come trattamento di prima linea.

Disegno dello studio

  • Studio di 5.763 pazienti con RCC in stadio T1b del database Surveillance, Epidemiology, and End Results che hanno ricevuto il trattamento primario nel periodo 2004–2015.
  • Finanziamento: nessuno.

Risultati principali

  • Il 4,2% dei pazienti ha ricevuto crioablazione.
  • Un’età più avanzata era un predittore indipendente del ricevimento di crioablazione (OR: 1,03; P=0,007).
  • Dopo l’appaiamento in base all’indice di propensione in rapporto 1:2, i pazienti sottoposti a crioablazione hanno evidenziato una CSM a 5 anni maggiore rispetto alla PN (7,6% vs 2,8%; P=0,02).
    • Rischio di CSM a 5 anni dopo correzione per altre cause di mortalità: HR=2,50 (P=0,03).
  • A 5 anni il tasso di mortalità per altre cause con la crioablazione non differiva significativamente rispetto alla PN (17,9% vs. 11,8%; P=0,1), anche dopo correzione per CSM (HR: 1,45; P=0,12).

Limiti

  • Disegno osservazionale.
  • Mancanza di dati su recidiva e progressione metastatica.