Tumore prostatico oligometastatico: la terapia mirata alle metastasi ottiene un beneficio clinico sostenuto

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Conclusioni

  • La terapia mirata alla metastasi (metastasis-directed therapy, MDT) evidenzia un beneficio a lungo termine per la sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) nei pazienti affetti da tumore prostatico sensibile alla castrazione (castration-sensitive prostate cancer, CSPC) oligometastatico in un’analisi aggregata di 2 sperimentazioni prospettiche.
  • Le alterazioni genomiche possiedono valore prognostico in questa popolazione di pazienti.

Perché è importante

  • L’uso della MDT è in rapido aumento nei tumori oligometastatici; una firma mutazionale di alto rischio può aiutare a stratificare in base al rischio gli esiti del trattamento dopo la MDT.

Disegno dello studio

  • Analisi aggregata di 116 pazienti affetti da CSPC oligometastatico partecipanti alle sperimentazioni STOMP e ORIOLE che erano stati assegnati casualmente a MDT o osservazione.
  • L’endpoint primario era la PFS.
  • Le mutazioni ad alto rischio sono state definite mutazioni somatiche patogene nei geni ATM, BRCA1/2, Rb1 o TP53.
  • Finanziamento: nessuno rivelato.

Risultati principali

  • Il follow-up mediano per l’intero gruppo è stato di 52,5 mesi.
  • La PFS mediana è risultata significativamente più lunga nel gruppo assegnato a MDT rispetto al gruppo in osservazione:
    • complessivamente, 11,9 rispetto a 5,9 mesi (HR aggregato=0,44; P<0,001);
    • tumori con una mutazione ad alto rischio, 7,5 rispetto a 2,8 mesi (HR=0,05; P<0,01);
    • tumori senza una mutazione ad alto rischio, 13,4 rispetto a 7,0 mesi (HR=0,42; P=0,01).
  • Nei soggetti senza una mutazione ad alto rischio, la PFS radiografica (rPFS) mediana è risultata di 22,6 rispetto a 10,0 mesi nei soggetti con una mutazione ad alto rischio (HR=0,38; IC 95%, 0,20–0,17; P<0,01).
  • Nei pazienti che hanno ricevuto MDT la rPFS mediana è risultata significativamente maggiore nel gruppo senza una mutazione ad alto rischio rispetto a quelli con una mutazione ad alto rischio (25,3 vs. 8,0 mesi; HR=0,43; P=0,04).

Limiti

  • Piccolo numero di pazienti sottoposti all’analisi genomica.