Tumore prostatico con linfonodi positivi: il trattamento chirurgico migliora la sopravvivenza

  • Chierigo F & al.
  • Prostate

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Conclusioni

  • Nei pazienti affetti da tumore prostatico con linfonodi clinicamente positivi (stadio cN1) la prostatectomia radicale è associata a un rischio inferiore di mortalità rispetto alla radioterapia.

Perché è importante

  • Sono disponibili dati limitati sul confronto tra trattamento chirurgico e radioterapia in questi pazienti.

Disegno dello studio

  • Uno studio di 4.685 pazienti affetti da tumore prostatico in stadio cN1 sottoposti a prostatectomia radicale (76,6%) o radioterapia (24,4%).
  • Finanziamento: nessuno rivelato.

Risultati principali

  • Nell’analisi appaiata in base all’indice di propensione di 1.788 pazienti, la prostatectomia radicale ha evidenziato dopo 5 anni, rispetto alla radioterapia:
    • una mortalità complessiva del 15,4% rispetto al 25% (HR=0,63; P<0,001);
    • una mortalità tumore-specifica del 9,3% rispetto al 17,0% (HR=0,66; P<0,001);
    • una mortalità per altre cause del 6,1% rispetto all’8,0% (HR=0,71; P=0,05).
  • Dopo ponderazione in base alla probabilità inversa di trattamento, la prostatectomia radicale è risultata associata a un rischio inferiore (tutti P<0,001) di:
    • mortalità complessiva, HR=0,55;
    • mortalità tumore-specifica, HR=0,49;
    • mortalità per altre cause, HR=0,54.

Limiti

  • Studio retrospettivo.