Tumore polmonare non a piccole cellule: tislelizumab ottiene esiti migliori rispetto a docetaxel

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Conclusioni

  • La sperimentazione RATIONALE-303 con il farmaco sperimentale tislelizumab, uno studio di fase 3 su pazienti affetti da tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC) in stadio avanzato pretrattati, riporta un miglioramento del 34%–47% della sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) rispetto a docetaxel.

Perché è importante

  • I risultati saranno utilizzati nella domanda di autorizzazione all’immissione in commercio di tislelizumab, un anticorpo monoclonale immunoglobulina G4 anti-proteina di morte cellulare programmata-1 (programmed cell death 1, PD-1) con alta affinità per il recettore PD-1.
  • Il farmaco è attualmente in fase di esame da parte dell’Agenzia europea per i medicinali per l’indicazione NSCLC, ma è stato ritirato dalla simile valutazione da parte della Food and Drug Administration (FDA), su richiesta dello sponsor, dopo che la FDA ha fornito un riscontro negativo sul numero inadeguato di pazienti statunitensi arruolati nella sperimentazione (la maggior parte dei pazienti proviene dalla Cina).

Disegno dello studio

  • Sperimentazione randomizzata e controllata di fase 3 RATIONALE-303 di pazienti (n=805) affetti da NSCLC squamoso o non squamoso localmente avanzato o metastatico assegnati casualmente a tislelizumab (200 mg per via endovenosa) o a docetaxel (75 mg/m2) ogni 3 settimane.
  • Esiti coprimari:
    • OS nella popolazione “intent-to-treat” (ITT);
    • OS nella popolazione con espressione del ligando 1 della proteina di morte cellulare programmata (programmed death ligand 1, PD-L1) nelle cellule tumorali (tumor cell, TC) ≥25%.
  • Finanziamento: BeiGene, Ltd.

Risultati principali

  • Tislelizumab ha evidenziato una OS migliore rispetto a docetaxel nella popolazione ITT nell’analisi ad interim prespecificata condotta nell’agosto 2020. L’OS è risultata più lunga del 36% con tislelizumab (mediana di 17,2 vs. 11,9 mesi; HR=0,64; P<0,0001).
  • Tislelizumab ha evidenziato una migliore OS rispetto a docetaxel in entrambi gli esiti coprimari nell’analisi finale (luglio 2021):
    • l’OS nella popolazione con espressione di PD-L1 nelle TC ≥25% è risultata più lunga del 47% (mediana di 19,3 vs. 11,5 mesi; HR=0,53; P<0,0001);
    • l’OS nella popolazione ITT è risultata più lunga del 34% (mediana di 16,9 vs. 11,9 mesi; HR=0,66; IC 95%, 0,56–0,79).
  • Il gruppo trattato con tislelizumab ha sviluppato eventi avversi correlati al trattamento meno numerosi e meno gravi rispetto al gruppo trattato con docetaxel (74,9% vs. 93,8% eventi avversi di qualsiasi grado e 15,7% vs. 66,3% eventi avversi correlati al trattamento di grado ≥3).

Limiti

  • Disegno in aperto.
  • I pazienti fuori dalla Cina hanno avuto un follow-up più breve rispetto a quelli in Cina.