Tumore polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato e melanoma: RCT rispetto a studi nel mondo reale

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Conclusioni

  • Una metanalisi di 58 studi indica che le sperimentazioni randomizzate e controllate (randomized controlled trial, RCT) e gli studi delle evidenze nel mondo reale (real-world evidence, RWE) concordano ampiamente in merito all’efficacia e alla tossicità degli inibitori del checkpoint immunitario (immune checkpoint inhibitor, ICI) per il tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC) e il melanoma in stadio avanzato.

Perché è importante

  • Questa metanalisi contiene buone notizie per gli oncologi praticanti, tenuto conto che le RCT spesso possiedono una scarsa generalizzabilità nel mondo reale; quasi due terzi dei pazienti nel mondo reale generalmente non sono idonei alle RCT.
  • I risultati suggeriscono che i risultati delle RCT sono generalizzabili agli studi delle RWE.

Disegno dello studio

  • Metanalisi di 58 studi (15 RCT e 43 studi di RWE) identificati dopo una ricerca nei database PubMed e ISI Web of Science. I numeri totali dei partecipanti non sono stati indicati.
  • Gli ICI erano inibitori della proteina di morte cellulare programmata 1 (programmed death 1, PD-1) o del ligando 1 della proteina di morte cellulare programmata (programmed death ligand 1, PD-L1) per le seguenti indicazioni approvate dall’Agenzia europea per i medicinali:
    • ICI per la terapia di prima linea dell’NSCLC;
    • ICI per la terapia di seconda linea o di linea successiva dell’NSCLC;
    • ICI per la terapia di seconda linea o di linea successiva del melanoma;
    • ipilimumab per il melanoma.
  • Sono state confrontate tra RCT e studi di RWE cinque misure di esito:
    • tasso di risposta obiettiva (objective response rate, ORR), completa o parziale;
    • sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) mediana (progressione o decesso per qualsiasi causa);
    • sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) mediana (decesso per qualsiasi causa);
    • tossicità immuno-correlate di grado 3–4 degli ICI;
    • interruzione del trattamento dovuta a tossicità degli ICI.
  • Finanziamento: Orebro University, Svezia.

Risultati principali

  • Non sono state osservate differenze statisticamente significative o clinicamente significative tra RCT e studi di RWE in termini di PFS e OS, ad eccezione dei seguenti confronti:
    • Nei pazienti con melanoma che hanno ricevuto ICI come terapia di seconda linea o di linea successiva:
      • l’ORR aggregato è risultato maggiore negli studi di RWE rispetto alle RCT, 23,1% (IC 95%, 20,6%–25,9%) e 16,3% (IC 95%, 12,8%–20,5%);
      • la tossicità immuno-correlata di grado 3–4 aggregata è risultata maggiore nelle RCT rispetto agli studi di RWE, 19,6% (IC 95%, 15,8%–24%) e 10,2% (IC 95%, 7,1%–14,3%).
    • Nei pazienti affetti da NSCLC in stadio avanzato che hanno ricevuto ICI come terapia di seconda linea o di linea successiva, la tossicità immuno-correlata di grado 3–4 aggregata è risultata maggiore nelle RCT rispetto agli studi di RWE: 12,2% (IC 95%, 9,4%–15,7%) e 8,1% (IC 95%, 6,9%–9,5%).
  • Gli sperimentatori hanno ritenuto che le differenze precedenti riflettessero le difficoltà intrinseche della valutazione degli esiti relativi agli studi di RWE.

Limiti

  • Non è stato possibile calcolare alcuni degli esiti in termini di tossicità.
  • Il numero di partecipanti non è stato indicato.