Tumore ovarico recidivante: prolungare l’intervallo senza platino determina una sopravvivenza peggiore

  • Dockery LE & al.
  • Gynecol Oncol
  • 12/09/2019

  • Deepa Koli
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • L’uso di chemioterapia non a base di platino o di terapia mirata per prolungare l’intervallo senza platino (platinum-free interval, PFI) è associato a una sopravvivenza peggiore delle pazienti con tumore ovarico epiteliale (epithelial ovarian cancer, EOC) in recidiva 6–12 mesi dopo la chemioterapia primaria.

Perché è importante

  • I risultati sottolineano l’importanza della chemioterapia a base di platino nell’EOC recidivante.

Disegno dello studio

  • Studio di 177 pazienti con EOC recidivante e PFI di 6–12 mesi dopo la chemioterapia primaria.
  • PFI1: tempo dall’ultima chemioterapia alla data della recidiva.
  • PFS2: tempo dalla chemioterapia di seconda linea all’avvio della chemioterapia di terza linea.
  • Finanziamento: nessuno rivelato.

Risultati principali

  • Il PFI1 mediano era di 8,2 mesi (IC 95%: 8–9 mesi).
  • Il 28% delle pazienti non ha ricevuto chemioterapia a base di platino di seconda linea.
  • Il PFI1 mediano era significativamente maggiore con la chemioterapia a base di platino rispetto alla terapia di seconda linea senza platino (8,4 vs. 7,6 mesi; P=0,013).
  • Le pazienti hanno ricevuto una media di 4,0 cicli di trattamento.
  • La chemioterapia di seconda linea a base di platino ha prolungato la sopravvivenza libera da progressione 2 (progression-free survival 2, PFS2) mediana rispetto alla:
    • terapia senza platino, 7,1 vs. 3,0 mesi (P=0,0114);
    • terapia mirata, 7,1 vs. 3,0 mesi (P=0,0431).
  • La sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) mediana era maggiore nelle pazienti che hanno ricevuto terapia di seconda linea a base di platino rispetto a senza platino (43,6 vs. 37,6 mesi; P=0,0174).

Limiti

  • Disegno retrospettivo.