Tumore ovarico recidivante: la terapia di mantenimento con olaparib migliora la PFS indipendentemente dall’età

  • Trillsch F & et al.
  • Gynecol Oncol

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Conclusioni

  • La terapia di mantenimento con olaparib migliora la sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) delle pazienti affette da tumore ovarico platino-sensibile recidivante con mutazioni di BRCA1/2, a prescindere dall’età.

Perché è importante

  • Con una certa cautela, un attento monitoraggio e controlli si può valutare l’uso di olaparib nelle pazienti anziane.

Disegno dello studio

  • Analisi della sperimentazione SOLO2 di 295 pazienti assegnate casualmente a ricevere terapia di mantenimento con compresse di olaparib o placebo corrispondente fino alla progressione della malattia.
  • Finanziamento: AstraZeneca.

Risultati principali

  • Non è stata osservata alcuna differenza significativa nell’entità del beneficio in termini di PFS ottenuto con olaparib nelle pazienti anziane rispetto a quelle più giovani (Pinterazione=0,20).
  • La sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) è risultata significativamente maggiore con olaparib rispetto al placebo nelle pazienti di età <65 anni (52,4 vs. 38,8 mesi; HR=0,67; IC 95%, 0,48–0,96), ma non nelle pazienti di età ≥65 anni (45,2 vs. 37,4 mesi; HR=1,24; IC 95%, 0,66–2,46).
  • Il 26,5% delle pazienti anziane rispetto al 20,3% delle pazienti più giovani ha interrotto la terapia con olaparib a causa di eventi avversi.
  • Nell’analisi della tossicità il tempo senza sintomi significativi ha evidenziato una durata mediana di buona qualità della vita (quality of life, QoL) di 13,5 mesi nelle pazienti di età ≥65 anni rispetto a 18,4 mesi in quelle di età <65 anni (P=0,05).

Limiti

  • Analisi esplorativa.