Tumore ovarico recidivante: il trattamento chirurgico secondario non ha successo nella fase 3 di sperimentazione

  • Coleman RL & al.
  • N Engl J Med
  • 14/11/2019

  • Deepa Koli
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • Nelle pazienti con tumore ovarico recidivante platino-sensibile la citoriduzione chirurgica secondaria seguita da chemioterapia è fattibile, ma non prolunga la sopravvivenza rispetto alla sola chemioterapia.

Perché è importante

  • La citoriduzione secondaria è ampiamente utilizzata, ma la letteratura di conferma è limitata.

Disegno dello studio

  • Studio di fase 3, multicentrico GOG-0213 su 485 pazienti con tumori ovarici epiteliali, peritoneali primari o delle tube di Falloppio recidivanti sensibili al platino
  • Le pazienti sono state assegnate casualmente in rapporto 1:1 a citoriduzione chirurgica secondaria seguita da chemioterapia a base di platino o a sola chemioterapia a base di platino.
  • Finanziamento: National Cancer Institute.

Risultati principali

  • Il follow-up mediano era di 48,1 mesi.
  • Il 67% delle pazienti sottoposte a trattamento chirurgico ha ottenuto resezione macroscopica completa.
  • L’84% delle pazienti ha ricevuto terapia concomitante e di mantenimento con bevacizumab.
  • Non è stata osservata alcuna differenza tra gruppo trattato chirurgicamente e gruppo non trattato chirurgicamente in termini di:
    • sopravvivenza complessiva (overall survival, OS; mediana di 50,6 vs. 64,7 mesi; HR=1,29; P=0,08); la correzione per il regime chemioterapico utilizzato, l’intervallo senza platino o l’uso precedente di bevacizumab non ha modificato l’OS;
    • sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS; mediana di 18,9 vs. 16,2 mesi; HR=0,82; IC 95%, 0,66–1,01).
  • La morbilità chirurgica era del 9% a 30 giorni e lo 0,4% delle pazienti è deceduta a causa di complicanze postoperatorie.
  • Le pazienti sottoposte a trattamento chirurgico hanno riportato un declino significativo immediatamente dopo la citoriduzione secondaria.
  • La qualità della vita non differiva tra gruppi dopo 6 e 15 settimane e 6 e 12 mesi di follow-up.

Limiti

  • Disegno in aperto.