Tumore ovarico platino-sensibile: la terapia di mantenimento con olaparib prolunga la sopravvivenza

  • Poveda A & al.
  • Gynecol Oncol

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • La terapia di mantenimento con olaparib migliora la sopravvivenza delle pazienti affette da tumore ovarico recidivante platino-sensibile e prive di una mutazione germinale di BRCA (BRCAm).

Perché è importante

  • Gli inibitori della poli (ADP-ribosio) polimerasi (PARP) devono essere considerati lo standard di cura dopo una risposta alla chemioterapia a base di platino, indipendentemente dallo stato per BRCAm o per il deficit di ricombinazione omologa (homologous recombination deficiency, HRD).

Disegno dello studio

  • Sperimentazione di fase 3b OPINION di 279 pazienti affette da tumore ovarico recidivante platino-sensibile e prive di una mutazione deleteria o una sospetta mutazione deleteria della linea germinale di BRCA1/BRCA2, trattate con olaparib.
  • Finanziamento: AstraZeneca.

Risultati principali

  • Il follow-up mediano è stato di 19,2 mesi.
  • La durata mediana del trattamento è stata di 9,4 mesi.
  • La sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) mediana è stata di 9,2 mesi (IC 95%, 7,6–11,9 mesi).
  • Il tasso di PFS a 18 mesi è stato del 24,3%.
  • PFS mediana nei sottogruppi in base ai biomarcatori predefiniti:
    • mutazione somatica di BRCA (sBRCAm), 16,4 mesi;
    • positività per HRD compresa sBRCAm, 11,1 mesi;
    • positività per HRD esclusa sBRCAm, 9,7 mesi;
    • pazienti negative per HRD, 7,3 mesi.
  • Gli eventi avversi emergenti dal trattamento più comuni sono stati nausea (48,4%) e fatica/astenia (44,1%).
  • Rispettivamente il 47,0%, 22,6% e 7,5% delle pazienti hanno riferito interruzione della dose, riduzione della dose e interruzione del trattamento correlate a eventi avversi emergenti dal trattamento.

Limiti

  • Studio a gruppo singolo, in aperto.