Tumore ovarico: l’HIPEC con il trattamento chirurgico migliora la sopravvivenza

  • Lei Z & al.
  • JAMA Netw Open
  • 03/08/2020

  • Deepa Koli
  • Univadis Clinical Summaries
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Conclusioni

  • L’aggiunta della chemioterapia intraperitoneale ipertermica (hyperthermic intraperitoneal chemotherapy, HIPEC) alla chirurgia citoriduttiva primaria (primary cytoreductive surgery, PCS) migliora la sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) delle pazienti con tumore ovarico epiteliale primitivo in stadio III.
  • Le pazienti con chirurgia completa evidenziano un beneficio in termini di OS a 3 anni in caso di HIPEC.

Perché è importante

  • Il National Comprehensive Cancer Network raccomanda di includere la terapia intraperitoneale nella gestione del tumore ovarico in stadio avanzato.
  • Studi precedenti hanno riportato benefici in termini di sopravvivenza dell’HIPEC nel tumore ovarico, mancano tuttavia sperimentazioni multicentriche su larga scala.

Disegno dello studio

  • 584 pazienti con tumore ovarico epiteliale primitivo in stadio III sono state trattate solo con PCS (n=159) oppure con PCS e HIPEC (n=425).
  • Finanziamento: National Natural Science Foundation of China.

Risultati principali

  • Il follow-up mediano era di 42,2 mesi.
  • OS mediana nel gruppo che ha ricevuto HIPEC e in quello trattato solo con PCS:
    • tutte le pazienti, 49,8 rispetto a 34,0 mesi (HR=0,63; P
    • pazienti con chirurgia completa, 53,9 rispetto a 42,3 mesi (HR ponderato=0,67; P=0,02);
    • pazienti con chirurgia incompleta, 29,2 rispetto a 19,9 mesi (HR ponderato=0,65; P=0,03).
  • Il tasso di OS a 3 anni tra gruppi è migliorato nelle pazienti con chirurgia completa, ma non in modo significativo nelle pazienti con chirurgia incompleta.
  • Gli eventi avversi di grado 3/4 più comuni erano disordini elettrolitici, anemia, leucopenia e neutropenia.
  • Il tasso di disordini elettrolitici di grado 3/4 era significativamente maggiore nel gruppo sottoposto a HIPEC (28,1% vs. 11,5%; P

Limiti

  • Studio retrospettivo.